Mercoledì, 12 agosto 2020 - ore 05.46

Centropadane: concessione a Gavio Legambiente, ora basta nuove autostrade di Dario Ballotta

Le autostrade sono una giungla di leggi e varianti in corso d’opera, dove manca una regola generale uguale per tutti, come dimostra il caso del diverso trattamento delle concessioni scadute o che stanno per scadere.

| Scritto da Redazione
Centropadane: concessione a Gavio Legambiente, ora basta nuove autostrade di Dario Ballotta

Centropadane: concessione a Gavio Legambiente, ora basta nuove autostrade di Dario Ballotta

 Le autostrade sono una giungla di leggi e varianti in corso d’opera, dove  manca una regola generale uguale per tutti, come dimostra il caso del diverso trattamento delle concessioni scadute o che stanno per scadere.

Dai subentri, alle proroghe e all’invenzione di nuovi tratti autostradali per creare nuove rendite di posizione monopolistiche che guardano più alle necessità del consenso politico e dei cementifica tori che alle esigenze del territorio e della sua mobilità. E’ così che Gavio (noto costruttore e concessionario) vince la gara per la Piacenza Brescia e se la vede assegnata, dopo tre anni, dal Ministero. Nel frattempo però Centropadane si è inventata la Cremona-Mantova, l’autostrada più inutile d’Europa, e il terzo ponte sul Po per continuare a far vivere le sue strutture societarie che non passeranno al nuovo gestore degli 88 km della centro padane. Oltre che aver messo in pista la Cremona Mantova la Centropadane ha avviato i lavori della “Corda Molle”. Una storia infinita, iniziata oltre dieci anni fa e «scoppiata» nel 2012: dopo il tratto realizzato da Azzano a Montichiari - 17 chilometri  quando è diventata certa la perdita della concessione per la A21, la Centro padane ha bloccato i lavori del rimanente lotto ovest. La superstrada era talmente “strategica” che è rimasta semivuota come l’aeroporto, anch’esso “strategico” e sempre più vuoto. Gli enti pubblici (ex provincie e Comuni), ancora azionisti di Centro Padane dovrebbero pensare seriamente a liberarsi di questo fardello ingombrante e tornare ad essere soggetti programmazione dei trasporti e non di gestori e concessionari di autostrade. Insomma dovrebbero pensare meno a nuove autostrade ma a gestire le strade esistenti e piene di buche, di ponti insicuri e di segnaletica inadeguata.

Dario Balotta Responsabile trasporti Legambiente Lombardia

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