Domenica, 05 aprile 2020 - ore 04.50

Cgil A scuola il sapere che include di Stefano Lucci

Tavola rotonda nel corso del congresso della Flc. Nespolo (Anpi): nelle aule si studia poca storia contemporanea. Tarquinio ("Avvenire"): i simboli religiosi non vanno usati per escludere. Landini (Cgil): diritto soggettivo alla formazione nei contratti

| Scritto da Redazione
Cgil A scuola il sapere che include di Stefano Lucci

Cgil A scuola il sapere che include di Stefano Lucci

Tavola rotonda nel corso del congresso della Flc. Nespolo (Anpi): nelle aule si studia poca storia contemporanea. Tarquinio ("Avvenire"): i simboli religiosi non vanno usati per escludere. Landini (Cgil): diritto soggettivo alla formazione nei contratti

“La Costituzione vive nella conoscenza. Istruzione, inclusione, nuova cittadinanza”. Questo il titolo della tavola rotonda che si è svolta nel corso del IV congresso della Flc Cgil in corso a Colli del Tronto e coordinata da Corrado Zunino di "Repubblica". La discussione è stata aperta da un contributo della senatrice a vita Liliana Segre che ha rivolto “un grazie enorme agli insegnanti incontrati nelle scuole, che hanno la missione fondamentale di portarli in alto nella conoscenza”. Segre ha ricordato la sua infanzia, “quando sono stata allontanata, espulsa dalla scuola per essere cittadina italiana di religione ebraica. E quando vedo nelle scuole i bambini che oggi soffrono discriminazioni per essere ‘diversi’ io mi ritrovo in quella bambina di allora che trovò chiuse le porte della scuola”. “Bisogna combattere l’odio in tutte le sue forme e bisogna farlo dalla radici, a cominciare proprio dalla scuola”, ha concluso.

Per Giuseppe Bagni, presidente del Cidi (il Centro di iniziativa democratica degli insegnanti), la funzione della scuola è quella di “supplire nelle realtà in cui i libri mancano o sono pochi, non ci sono le biblioteche o dalle famiglie non arrivano i messaggi giusti”. La scuola deve offrire un tempo e un ambiente capaci di stimolare e accendere l’interesse per la cultura: “Oggi però questo valore compensativo purtroppo non c’è, si è perso”. Anche per colpa della politica: “Ci si occupa di scuola – ha aggiunto Bagni – solo in un’ottica di riduzione delle spese, di risparmio. Manca la consapevolezza del ruolo che la scuola ha per la formazione dei cittadini”.

Carla Nespolo, presidente dell’Anpi, ha messo l’accento “sull’assenza della storia contemporanea, della seconda parte del ‘900, della Resistenza e della Costituzione nella scuola italiana. C’è un vulnus grave che riguarda la conoscenza della storia contemporanea”. Da ex insegnante, “noto che la cosa più triste sta nel fatto che mentre negli anni 60-70’70 l’operaio aveva l’orgoglio e l’impegno di far studiare il figlio, oggi non è più così, questa convinzione si è persa”. E non è un caso. Per Nespolo il progetto delle classi dominanti è quello di “impedire una vera democratizzazione delle classi subalterne. Per questo la Costituzione non si conosce e non la si fa conoscere”.

Della necessità di una nuova pedagogia popolare che riguardi “sia i bambini migranti sia i figli delle famiglie povere italiane” ha parlato Gianni Cavinato, segretario del Mce: “Assistiamo a un affievolimento di cura e interesse per l’infanzia. Proprio per questo è nato, insieme ad altre 100 associazioni, il Tavolo ‘Salta muri’. La scuola deve prendere atto che i diritti sono alla base del discorso educativo” e che “la presenza di più lingue e di culture oggi è un arricchimento, non un pericolo come pensano alcuni”.

Marco Tarquinio, il direttore di “Avvenire” si è invece soffermato sull’importanza della tolleranza e dell’accoglienza: “Da cattolico penso, come del resto diceva Natalia Ginzburg, che i crocifissi sui muri delle scuole sono i simboli di tutte le sofferenze del mondo. Ma se il crocifisso lo si usa per segnare il recinto delle proprie convinzioni, allora non va bene”.

 Il segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, ha ricordato la sua storia personale, l’abbandono della scuola dopo il biennio delle superiori “perché in famiglia non c’erano soldi per studiare”. Oggi a un sedicenne “consiglierei di continuare a studiare, di non smettere”. Il sapere, la formazione sono temi fondamentali per il sindacalista: “Dobbiamo rivendicare nei contratti – ha detto – il diritto soggettivo allo studio lungo tutto l’arco della vita. E questo diritto alla formazione deve essere pagato dalle imprese e occorre anche costruire, per questo, un rapporto nuovo con scuola e università”. Non si tratta solo di un diritto soggettivo, per il sindacalista essere liberi nel lavoro, studiare, formarsi significa “puntare a un diverso modello di sviluppo, che punti sulla qualità, sull’ambiente, su produzioni non distruttive per l’ambiente”.

La tavola rotonda è stata chiusa dal segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli che ha ricordato come “conoscenza e ricerca sono necessarie per lo sviluppo. Bisogna cambiare il modo in cui in Italia pensiamo alla scuola e all’università. Non è semplice, è una battaglia di lungo periodo e per la quale bisogna intensificare la nostra azione. Credo che ci sia bisogno di una grande manifestazione nazionale a Roma che abbia al centro la scuola, il sapere e la loro importanza nell’affrontare anche il tema delle migrazioni e dell’accoglienza”.

Fonte : rassegna sindacale

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