Lunedì, 27 gennaio 2020 - ore 10.15

CGIL Il caso Giustizia, per i tirocinanti nessuna certezza

Sit-in in piazza a Roma, presso il ministero, per 2.500 lavoratori delle cancellerie degli Uffici giudiziari. Fp Cgil e Cisl Fp: “Bisogna riconoscere la dignità del lavoro. Il governo deve trovare una soluzione normativa, che non è più rinviabile”

| Scritto da Redazione
CGIL Il caso Giustizia, per i tirocinanti nessuna certezza

CGIL Il caso Giustizia, per i tirocinanti nessuna certezza

Sit-in in piazza a Roma, presso il ministero, per 2.500 lavoratori delle cancellerie degli Uffici giudiziari. Fp Cgil e Cisl Fp: “Bisogna riconoscere la dignità del lavoro. Il governo deve trovare una soluzione normativa, che non è più rinviabile”

Nessuna certezza per il futuro di circa 2.500 tirocinanti delle cancellerie degli Uffici Giudiziari a supporto del personale amministrativo. Continua il dramma dei lavoratori in tirocinio formativo negli uffici giudiziari che, dopo 9 anni, non potranno sperare in una risoluzione della loro vertenza. Per Fp Cgil e Cisl Fp, “non risolve il problema” neanche l'avviso di avviamento a selezione tramite i Centri per l'impiego, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 ottobre dal ministero della Giustizia, per 616 operatori giudiziari. Per queste ragioni oggi (martedì 29 ottobre) si tiene un presidio, promosso da Fp Cgil e Cisl Fp, a Roma in piazza Cairoli, nei pressi del ministero della Giustizia, dei lavoratori tirocinanti della Giustizia per rivendicare il diritto a vedere riconosciuta la dignità del lavoro al servizio dei cittadini.

"Le criticità e l'inadeguatezza del reclutamento - affermano Fp Cgil e Cisl Fp - sono sotto gli occhi di tutti: esclusione di alcune regioni, pur avendo negli uffici giudiziari del proprio territorio evidenti carenze di organico rispetto al fabbisogno; insufficienza dei posti messi a bando relativamente al bacino dei lavoratori precari delle cancellerie; inefficacia dei meccanismi tesi a riconoscere un punteggio aggiuntivo ai predetti lavoratori. Oggi siamo in attesa che il ministero della Giustizia, entro il 7 novembre, comunichi le linee guida alle Regioni e ai Centri per l'Impiego interessati, affinché questi ultimi individuino sulla base dei requisiti delineati dalle diverse normative regionali, gli iscritti alle liste di collocamento. Resteranno, quindi, pochi giorni per intervenire seriamente sui meccanismi di reclutamento che possano dare seguito al progetto formativo finalizzato al reinserimento lavorativo, per il quale sono stati investiti milioni di euro e al contempo un reclutamento che dia speranza ai tirocinanti della Giustizia di tutta Italia che proprio nella formazione hanno investito tempo e denaro; gli stessi lavoratori scenderanno in piazza per manifestare il proprio sdegno il 29 ottobre prossimo".

Secondo Fp Cgil e Cisl Fp, "non è più accettabile che si dica che il bando per 616 operatori giudiziari sia un bando per 'tirocinanti della Giustizia, formati da anni come operatori giudiziari', così come ha affermato lo stesso ministro Alfonso Bonafede, dopo qualche mese dal suo insediamento, o in un post su Facebook appena uscito l'avviso in Gazzetta Ufficiale. È necessario oggi un importante impegno politico del governo, capace di presentare un ventaglio anche diversificato di soluzioni, nelle pubbliche amministrazioni in generale, un impegno del dicastero di via Arenula congiunto con il ministro della Funzione pubblica".

Per tale motivo, fanno sapere i sindacati, "in occasione della manifestazione, chiederemo di poter incontrare i due ministri, al fine di individuare una stabile ed immediata risoluzione normativa di una problematica che ormai appare non più rinviabile, alla luce degli sforzi fatti per sconfiggere ogni forma di precariato, anche quello più subdolo. Non si chiedono sanatorie, ma l'applicazione dell'articolo 97 della Costituzione e di una valorizzazione del percorso formativo fatto, che consenta finalmente ai tirocinanti di poter essere regolarizzati nell'ambito delle assunzioni come operatore giudiziario".

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