Mercoledì, 19 settembre 2018 - ore 10.34

Cgil Milano San Vittore, ennesimo episodio di violenza in carcere

La denuncia della Fp e della Cgil: “Il sovraffollamento cronico e la fatiscenza della struttura rendono difficilissimo il lavoro di tutte le figure professionali, non solo i poliziotti penitenziari”

| Scritto da Redazione
Cgil Milano San Vittore, ennesimo episodio di violenza in carcere

Cgil Milano San Vittore, ennesimo episodio di violenza in carcere

La denuncia della Fp e della Cgil: “Il sovraffollamento cronico e la fatiscenza della struttura rendono difficilissimo il lavoro di tutte le figure professionali, non solo i poliziotti penitenziari”

All’ora della chiusura serale, lunedì sera nella sezione giovani adulti di San Vittore, quello che inizialmente e nato come un diverbio fra alcuni detenuti si è trasformato in un pericolosissimo parapiglia che ne ha visti coinvolti, a diverso titolo, almeno una decina che si sono rincorsi scambiandosi colpi proibiti. Le conseguenze più pesanti sono state per un detenuto che ha riportato diverse ferite con 5 giorni di prognosi, ma potevano essere ben peggiori se i due poliziotti penitenziari subito intervenuti non avessero cercato, con grandissima difficoltà rischiando anch’essi ripercussioni pesanti, di fermare la violenza scatenata per motivi apparentemente futili. La furia dei litiganti e stata fermata grazie al successivo intervento di altri poliziotti chiamati in soccorso.

“La sezione giovani adulti, così come tutto il carcere milanese, è caratterizzata da un sovraffollamento cronico che unito alla fatiscenza della struttura non favorisce di certo le attività trattamentali e rende difficilissimo il lavoro di tutte le figure professionali che operano all’interno dell’Istituto”, commentano la Cgil e la Fp di Milano: “Questo non è che uno dei tantissimi fatti di violenza che negli ultimi tempi si stanno moltiplicando negli Istituti penitenziari italiani e che vede coinvolti i poliziotti penitenziari, che quotidianamente rischiano l’incolumità”.

Dal sindacato arriva “per l’ennesima volta la richiesta di avviare un serio confronto con l’amministrazione centrale, perché evidentemente – conclude la nota – la situazione rischia di degenerare con effetti pericolosissimi sulla sicurezza e sull’integrità di chi lavora in carcere: un rischio che non soltanto i poliziotti penitenziari, ma anche tutti gli operatori dell’area educativa e di quella sanitaria”.

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