Domenica, 22 settembre 2019 - ore 04.15

Conferenza di Agostino Melega ‘sulle parlate locali’ il 17 giugno

Nell’ambito della manifestazione “Lunedì d’estate 2019”, il gruppo culturale “San Siro” di Soresina propone, per tutti i lunedì del mese di giugno, una serie di manifestazioni tese alla valorizzazione del dialetto.

| Scritto da Redazione
Conferenza di Agostino Melega ‘sulle parlate locali’ il 17 giugno

Conferenza di Agostino Melega ‘sulle parlate locali’ il 17 giugno

Nell’ambito della manifestazione “Lunedì d’estate 2019”, il gruppo culturale “San Siro” di Soresina propone, per tutti i lunedì del mese di giugno, una serie di manifestazioni tese alla valorizzazione del dialetto.

Il primo incontro in programma prevede, per lunedì 17, a partire dalle ore 21, all'Oratorio Sirino, una  conferenza di Agostino Melega, mirata alla messa a fuoco delle parlate locali da considerarsi quali veri segni identitari primari.

  All’inizio verrà posta all’attenzione del pubblico una favoletta di Esopo, “Il solo e il vento del nord”, tradotta e registrata nei vernacoli di Cremona, Casalmaggiore, Crema e Soresina. In seguito, il relatore andrà ad illustrare il mosaico delle differenze lessicali fra le quattro aree prese in esame, soffermandosi in modo particolare sull’idioma di Soresina, con il rimando ad una filastrocca locale, quella del Barbatùus, traducibile scomponendo la parola in barba (zio) e tùus (ragazzi). Questo zio (dei) ragazzi, secondo le tesi folkloriche sulle favole di magia di Vladimir Jakovlevic Propp, andrebbe collocato nel paleolitico. Così come, secondo la visione del glottologo Mario Alinei, studioso dell’origine delle lingue d’Europa, che ha anteposto alla parlate  indoeuropee i dialetti romanzi, il Barbatùus deve essere collocato, come termine di riferimento, in un periodo precedente alla migrazione dei proto-latini ariani dalla steppa euroasiatica in Italia.

  Il Barbatùus di Soresina è dunque da considerarsi un fossile linguistico straordinario, scivolato nel dialetto per millenni, al pari dei pesciolini preistorici conservati nell’ambra del Baltico.  La sua particolare definizione parentale riporta la cifra semantica sacrale del padrino, dell’avuncolo, del veggente, dello zio materno degli adolescenti cremonesi preistorici.

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