Lunedì, 01 giugno 2020 - ore 20.42

Coronavirus Cgil: cancellare subito discriminazioni per buoni spesa

Chiediamo l’immediata eliminazione di ogni disposizione comunale che ponga criteri di accesso o priorità alle misure per garantire generi di prima necessità a chi è duramente colpito dalla crisi, a esclusione di quelli legati alla condizione di bisogno del nucleo familiare

| Scritto da Redazione
Coronavirus Cgil: cancellare subito discriminazioni per buoni spesa

Coronavirus Cgil: cancellare subito discriminazioni per buoni spesa

“Stiamo venendo a conoscenza di inaccettabili discriminazioni da parte di alcune amministrazioni nell’erogazione dei buoni spesa - dichiarano i segretari confederali della Cgil Rossana Dettori e Giuseppe Massafra. - Chiediamo l’immediata eliminazione di ogni disposizione comunale che ponga criteri di accesso o priorità alle misure per garantire generi di prima necessità a chi è duramente colpito dalla crisi, a esclusione di quelli legati alla condizione di bisogno del nucleo familiare”.

Ci sono persone in condizioni di indigenza che in questa fase emergenziale rischiano di finire in situazioni di maggiore marginalità. Sono gli stranieri privi di titolo di soggiorno, per esempio, e i senza fissa dimora, non più raggiungibili neanche da quelle forme di sostentamento garantite prima dell'emergenza. Anche a loro dovrebbero essere garantiti i buoni spesa introdotti in seguito all’ordinanza della Protezione civile del 29 marzo per supportare i bisogni alimentari delle persone.

Per la Cgil “è una responsabilità dello Stato, in tutte le sue articolazioni, occuparsi di chi è più in difficoltà e in questo momento rischia di essere lasciato solo”. Per Dettori e Massafra “devono quindi essere eliminati i requisiti di cittadinanza e/o residenza richiesti da alcune amministrazioni, in quanto oltre a essere al di là di ogni limite di decenza, sono anche privi di ogni fondamento in un periodo in cui tante persone sono impossibilitate a muoversi dalle misure restrittive in atto, anche per tornare al proprio comune di residenza”.

Fonte: rassegna sindacale cgil

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