Venerdì, 24 maggio 2024 - ore 08.52

(CR) CdA-A2a Ecco perché non c’è nessun cremonese | Poli, Manfredini e Pasquetti

Per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della multi utility A2A si sono affrontate tre liste.

| Scritto da Redazione
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Cremona CdA di A2a  Ecco perché  non c’è nessun cremonese | Poli, Manfredini e Pasquetti

 La domanda è troppo spesso ormai la seguente: la coalizione di centro destra, quando interviene, sa ciò di cui parla? Per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della multi utility A2A si sono affrontate tre liste.

Era presente la lista di maggioranza, espressione degli azionisti che detengono più del 50% del capitale sociale, che sono i comuni di Milano e Brescia. Una lista di minoranza era espressione dei fondi soci di A2A e l’altra lista, sempre di minoranza, è stata sostenuta da enti pubblici di territori del sud e del nord della Lombardia (tra i quali il comune di Cremona attraverso AEM) e da realtà private. Per la prima volta dunque questi territori, fuori Milano e Brescia, in sinergia con mondi del privato, hanno potuto competere con una lista sostenuta da fondi, per portare un componente di loro espressione diretta nel cda della maggior multi-utility italiana.

Questo fatto è il dato politico importante e dimostra che, nell’operazione di partnership prima e di fusione poi tra LGH e A2A, era ed è salda e forte l’intenzione di creare vere politiche industriali e sinergie lombarde importanti e significative.

Come è noto a chi sa o si informa, le liste che esprimono i membri del cda vanno votate dai soci dell’assemblea, che sono molti, sia pubblici che privati. Nei meccanismi complessi delle quotate in borsa, la nostra lista di minoranza non ha superato la soglia prevista, perché soci, che avrebbero potuto votarla, non l’hanno fatto. I vertici di A2A non c’entrano nulla, anzi possiamo dire che, *a partire dall’amministratore delegato Mazzoncini e dal Presidente Patuano e anche con altri,* c’è un rapporto costante volto a costruire progetti e collaborazioni.



Ovviamente la volta prossima, forti anche dell’esperienza fatta, si potrà ottenere il risultato nuovo e storico, ovvero che altri territori lombardi uniti, oltre a Milano e Brescia, possano esprimere un membro del cda. Noi abbiamo aperto la strada e se stiamo parlando di questa opportunità è proprio grazie all’operazione di fusione LGH-A2A. Con questa operazione pertanto, non solo si è dato un futuro a LGH, ora fusa con A2A (si dimenticano o fanno finta di dimenticarsi, come sempre, i membri dell’opposizione, della situazione così difficile in cui versava LGH prima di queste operazioni), ma si è data la possibilità di essere protagonisti al massimo livello della più grande azienda di multiutility del nostro paese.

*L’obiettivo di unire i territori della Lombardia (fuori Milano e Brescia) era da perseguire, è un obiettivo che abbiamo posto sul tavolo della politica regionale, è una visione di politica territoriale alta e bella, utile anche alla Lombardia oltre che a noi. Abbiamo aperto una strada possibile.*

Che cosa accade ora? Forti di questo protagonismo, capace di partecipazione e di progettualità, continuiamo il rapporto fruttuoso con gli altri territori, coltiviamo il rapporto con i vertici dell’azienda e i loro referenti locali, ci impegniamo per migliorare la presenza di A2A sui nostri territori, risolvendo alcune delle questioni ancora aperte, accompagniamo gli investimenti in atto e continuiamo a lavorare per il bene del nostro territorio e della nostra città, che è già e può essere ancora di più protagonista di alleanze nuove e di sfide grandi in Lombardia e nel paese.



Roberto Poli

Enrico Manfredini

Lapo Pasquetti

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