Venerdì, 21 gennaio 2022 - ore 14.35

Crema chiarimenti su contratto nuovo gestore sosta pagamento

Ci sono due elementi che vanno ricordati per sgombrare il tema incassi da ogni confusione: la rinegoziazione con Gestopark; la suddivisione del canone in parte fissa e parte variabile.

| Scritto da Redazione
Crema chiarimenti su contratto nuovo gestore sosta pagamento

Crema chiarimenti su contratto nuovo gestore sosta pagamento

In merito ad alcune dichiarazioni del consigliere di minoranza, Simone Beretta, a proposito del canone annuale di concessione dell’appalto – appena aggiudicato – per la sosta a pagamento in città, ci si scontra con alcune contraddizioni che non si possono evitare di notare.

Ci sono due elementi che vanno ricordati per sgombrare il tema incassi da ogni confusione: la rinegoziazione con Gestopark; la suddivisione del canone in parte fissa e parte variabile.

Appalto sosta a pagamento: sgombriamo la confusione

In merito ad alcune dichiarazioni del consigliere di minoranza, Simone Beretta, a proposito del canone annuale di concessione dell’appalto – appena aggiudicato – per la sosta a pagamento in città, ci si scontra con alcune contraddizioni che non si possono evitare di notare.

Ci sono due elementi che vanno ricordati per sgombrare il tema incassi da ogni confusione: la rinegoziazione con Gestopark; la suddivisione del canone in parte fissa e parte variabile.

Nella cornice della rinegoziazione con Gestopark del 2020, in piena emergenza Covid, era già stato dimostrato che quel contratto non era sufficientemente remunerativo per il gestore – tanto che la società chiese l’aumento del numero di stalli; tutto superato dal successivo accordo transattivo, ma resta un tema che doveva essere considerato per il contratto dei prossimi anni, dato che sono mutate profondamente le condizioni del servizio, così come sono cambiate molte condizioni economiche e sociali. E l’Amministrazione ha stabilito nel nuovo appalto che il numero di stalli non dovesse cambiare, in ragione di queste considerazioni.

Il secondo punto: l’affidamento in concessione del servizio implica la corresponsione da parte del Concessionario di un canone annuo fisso, che aveva base d’asta su cui formulare offerta al rialzo pari a 615.000 euro e che è arrivata a 749 mila euro, più una parte variabile che dipenderà dall’ammontare dei ricavi lordi. Parte variabile che il consigliere Beretta ha scordato. Inoltre, il concessionario dovrà corrispondere a Gestopark l’importo di 280.554 euro al fine di acquisire le infrastrutture per la gestione del servizio già installate.

Perciò: 749 mila euro (parte fissa) + 280 mila euro una tantum + parte variabile sugli incassi per ciascun anno della concessione, dal 25 % al 15% a scalare sulla quota di ricavi “extra” compresa tra 1.020.000 euro di ricavi lordi a 1.420.000 euro di ricavi lordi.

L’esponente di Forza Italia, non più tardi di due mesi fa, ha sostenuto che se il valore del canone fosse stato pericolosamente vicino al milione di euro – questo perché incidentalmente aveva confuso il valore della concessione con il canone annuo - la società successore di Gestopark non avrebbe avuto garanzia di ricavi. Non si può che essere d’accordo, e infatti il risultato finale di questa gara è un nuovo appalto che conserva tariffe e stalli, rivede al ribasso il canone annuo aggiungendo una parte variabile e scaglioni sugli incassi extra, trasferisce tecnologie e obiettivi della smart mobility.

CREMA – 27 MAGGIO 2021

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