Nella seduta di ieri, lunedì 3 agosto, la Giunta comunale ha deliberato l’intitolazione della nuova sede del Centro per l’impiego a Fiorenzo Maroli, figura di primo piano della storia politica, sindacale e amministrativa di Crema e del territorio cremasco.
Con questo atto, in risposta alla proposta di intitolazione pervenuta da parte della Provincia di Cremona, l’Amministrazione comunale intende rendere omaggio a un uomo delle istituzioni che ha rappresentato una stagione importante dell’impegno pubblico locale e nazionale, fondata sulla centralità del lavoro, sulla partecipazione democratica e sulla responsabilità sociale della politica.
“Ricordare Fiorenzo Maroli significa riconoscere il valore di una generazione di amministratori, sindacalisti e rappresentanti delle istituzioni che hanno costruito il tessuto democratico e sociale della nostra comunità – dichiara il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi –. Maroli ha interpretato la politica come servizio, mettendo al centro il lavoro, i diritti delle persone e lo sviluppo del territorio. È stato un protagonista delle grandi trasformazioni economiche e sociali che hanno attraversato Crema nella seconda metà del Novecento e ha saputo portare la voce della nostra comunità anche nelle istituzioni nazionali. La sua memoria merita di essere consegnata alle nuove generazioni come esempio di impegno civile e di attenzione concreta verso il bene comune. Senza alcuna esitazione ed anzi con piena condivisione accogliamo la proposta della Provincia di Cremona di intitolazione del nuovo centro per l’impiego cittadino, avendo lavorato da tempo affinché l’intitolazione a Maroli di un luogo significativo della nostra città, che per troppi anni è rimasta in gestazione, si potesse concludere positivamente”.
Nato a Madignano il 12 luglio 1929 e scomparso nel 2014, Fiorenzo Maroli è stato una delle figure più significative del mondo cattolico sociale cremasco. Storico esponente della Democrazia Cristiana e della CISL, ha dedicato la propria vita alla tutela dei lavoratori, alla previdenza sociale e alla crescita del territorio.
Figlio di un ferroviere, si forma in un contesto caratterizzato da una forte sensibilità sociale e religiosa, maturata anche attraverso l’esperienza presso lo storico oratorio “Sirino” di Soresina. Durante un periodo trascorso a Bozzolo entra in contatto con la testimonianza di don Primo Mazzolari, mentre l’amicizia con il politico cremasco Amos Zanibelli contribuisce a definire la sua cultura politica, fondata sui valori della solidarietà, della giustizia sociale e della responsabilità verso la comunità.
All’inizio degli anni Cinquanta si stabilisce a Crema, dove inizia il proprio percorso sindacale nella CISL. In quegli anni diventa uno dei protagonisti delle battaglie per l’occupazione e per l’industrializzazione del territorio cremasco, seguendo da vicino le esigenze dei lavoratori e le trasformazioni del sistema produttivo locale.
Il suo impegno prosegue nelle istituzioni. Esponente della corrente di sinistra sociale della Democrazia Cristiana, ricopre diversi incarichi amministrativi: è consigliere comunale, vicesindaco di Crema negli anni Sessanta e assessore provinciale.
Nel 1976 viene eletto alla Camera dei Deputati per la VII legislatura della Repubblica Italiana e confermato nel 1979, svolgendo il mandato parlamentare anche per l’intera VIII legislatura fino al 1983. A Roma porta la propria esperienza maturata nel mondo del lavoro, distinguendosi in particolare sui temi della previdenza e delle politiche occupazionali: viene nominato rappresentante della DC nel Comitato per il disegno di legge sul riordino delle pensioni e presiede il Comitato ristretto della Commissione Lavoro.
Da parlamentare mantiene un forte legame con il territorio, seguendo direttamente alcune delle principali questioni economiche e sociali del Cremasco, tra cui le crisi industriali – come quella della Pan Electric, che coinvolse circa 250 lavoratori – e le problematiche relative ai collegamenti ferroviari Cremona–Treviglio–Milano e alla sicurezza idraulica del fiume Serio.
L’intitolazione approvata dalla Giunta rappresenta quindi un riconoscimento istituzionale alla figura di un uomo che ha attraversato decenni decisivi della storia locale, contribuendo con il proprio impegno sindacale, politico e amministrativo alla costruzione della comunità cremasca contemporanea.



