Lunedì, 29 novembre 2021 - ore 21.52

Crema Quanto avvenuto ex Colonia Finalpia non è colpa né del PD né di Bonaldi

Le recenti affermazioni di alcuni esponenti del centro destra cremasco in merito alla vicenda di Finalpia assomigliano alle strampalate dichiarazioni di taluni esponenti dei movimenti negazionisti.

| Scritto da Redazione
Crema Quanto avvenuto ex Colonia Finalpia non è colpa né  del PD né di Bonaldi

Crema Quanto avvenuto alla ex Colonia di Finalpia non è colpa né  del PD né del sindaco Bonaldi

Le recenti affermazioni di alcuni esponenti del centro destra cremasco in merito alla vicenda di Finalpia assomigliano alle strampalate dichiarazioni di taluni esponenti dei movimenti negazionisti.

E così, mentre nel resto d’Italia ci sono i no Vax, ecco che a Crema spuntano i no Icos e i no Obras.

Esternazioni tanto strampalate quanto  inaspettate perché immediatamente successive ad una commissione di garanzia sullo stesso argomento, dove i toni sono stati molto più pacati. Ma tant’è, silenziosi o assenti nelle istituzioni, chiassosi sulla stampa: proprio il contrario della buona politica.

Addossare la responsabilità di quanto è accaduto a Finale Ligure al PD, al sindaco di Crema e all’attuale Cda non solo è una delle forme più alte di negazionismo, è la negazione stessa della realtà e dell’evidenza, oltre che delle proprie responsabilità. Ma l’obiettivo è evidente, cercare di far dimenticare a tutti che la Icos e la Obras, due delle società facenti parte della galassia di CL, che avevano in gestione l’immobile di Finale per 30 anni, sono entrambe fallite. E che il loro fallimento, è bene ricordarlo, è stato l’inizio dell’odissea della Fondazione Opera Pia che con quel crack finanziario è stata trascinata nel baratro più nero e profondo e dal quale sta cercando disperatamente di emergere.

Si potrebbe parlare per ore di Icos, di Obras e delle persone che sedevano nelle loro stanze dei bottoni e delle loro amicizie e conoscenze dalle parti del centrodestra. Questa parte politica ha raccolto uno dei suoi fallimenti più grandi nella gestione di Finalpia, e ora che l’amministrazione si sta impegnando ad aiutare il cda della fondazione per risolvere definitivamente i suoi nodi, lancia bordate contro chi sta cercando di risolvere il problema.

In un nostro comunicato di qualche settimana fa avevamo auspicato che si potesse avviare una riflessione alta con le altre forze politiche, e avevamo proposto la vendita dell’immobile di Finalpia come l’inizio della rinascita della Fondazione Opera Pia.

Constatiamo che la nostra proposta di dialogo non è stata accolta, ma che quantomeno è servita per far emergere tutte le contraddizioni delle opposizioni che da una parte chiedono di costituire un fantomatico comitato di cui non si capiscono le finalità e allo stesso tempo affermano che tale comitato non avrebbe utilità.

Reazioni che farebbero venir meno ogni iniziativa di proposta di discussione politica. Discussione che invece dovrà avvenire in modo ampio e condiviso perché la complessità del tema lo richiede.

In conclusione ci preme ribadire che la gestione di un albergo a 4 stelle (che peraltro genera soltanto debiti) male si coniuga con le finalità di una Fondazione che per statuto dovrebbe occuparsi di assistenza socio-sanitaria verso minori ed anziani non autosufficienti. Pertanto rilanciamo la nostra proposta: quanto prima si apra un confronto con la città e le realtà sociali per condividere il futuro di Finalpia, che non è un 'bene' di qualcuno ma di tutti i cremaschi.

Jacopo Bassi - Capogruppo PD Crema

Antonio Geraci - Segretario PD Crema

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