Mercoledì, 22 maggio 2024 - ore 10.26

Cremona Pianeta Migranti. Nel Regno Unito braccialetti GPS alla caviglia

Dopo la deportazione in Rwanda dei migranti irregolari, il governo inglese usa il tracciamento GPS. Una tecnologia di sorveglianza razziale.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Nel Regno Unito braccialetti GPS alla caviglia

Cremona Pianeta Migranti. Nel Regno Unito braccialetti GPS alla caviglia dei richiedenti asilo.

Dopo la deportazione in Rwanda dei migranti irregolari, il governo inglese usa il tracciamento GPS. Una tecnologia di sorveglianza razziale.

 Il Ministero degli Interni inglese ha presentato un progetto per etichettare le persone che arrivano su piccole imbarcazioni dopo che, a giugno, il primo ministro Johnson ha detto che ai migranti non poteva essere permesso semplicemente di "svanire" nel paese.

L'uso del tagging GPS sui migranti è già stato ampiamente sperimentato negli Stati Uniti, nell'ambito di un programma noto come "Alternative alla detenzione", che è stato ampliato sotto il presidente Biden. Il governo degli Stati Uniti sostiene che mettere le persone sotto sorveglianza elettronica è più gentile e meno brutale della reclusione, e tiene più persone fuori dai centri di detenzione migranti. Ma gli immigrati negli Stati Uniti dicono che i tag sono disumanizzanti. "Ti senti come in prigione", ha detto un richiedente asilo statunitense ai giornalisti del Guardian raccontando le sue "lacrime di gioia" quando il braccialetto gli è stato rimosso, per usura, dopo tre mesi.

I braccialetti alla caviglia sono ingombranti, servono a monitorare i movimenti dei migranti 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e sono dello stesso tipo utilizzato nel sistema di giustizia penale e per controllare chi ha compiuto reati. Il loro uso ha gravi effetti sulla salute mentale di chi li indossa, secondo una ricerca di Monish Bhatia, docente di criminologia presso Birkbeck, Università di Londra. In un rapporto pubblicato l'anno scorso, dice per le persone ‘etichettate’ è  un fattore di reclusione e punizione.  Scrive nel rapporto: “Il tag li fa sentire come criminali e sono obbligati a convivere con lo stigma se il loro tag viene individuato. Sono spesso riluttanti a stare in gruppo per paura di rivelare il loro tag. Finiscono per isolarsi, in una forma di arresto domiciliare autoinflitto, perché non vogliono essere rintracciati”. Il professor Bhatia sostiene che” la pratica del tagging ha lo scopo di esercitare potere sui richiedenti asilo. È puramente per il controllo – ed è discriminatorio. Per questo l'ho chiamata tecnologia di sorveglianza razziale”.

Con questo massiccio programma di sorveglianza che costa decine di milioni di dollari per il contribuente britannico, il Regno Unito vuole dissuadere i migranti dall'attraversare la Manica e fermare le piccole imbarcazioni sulle rotte del mare. Ma di fatto, è una politica costosa per bloccare quanti fuggono da situazioni  tragiche.

Il progetto ha avuto delle contestazioni.

Privacy International,  un gruppo di difesa anti-sorveglianza inglese ha presentato una denuncia contro il Ministero degli Interni affermando che tale pratica è eccessiva, illegale e minaccia i diritti fondamentali alla privacy a cui, tutti, nel Regno Unito hanno diritto.

Lucie Audibert, un avvocato di Privacy International, ha affermato:  " I migranti sono solo individui che stanno cercando una nuova vita nel Regno Unito, perciò la necessità di sorvegliarli e monitorarli in questo modo è altamente discutibile. Io ne metto in dubbio l’ efficacia in quanto mancano le adeguate garanzie messe in atto invece, quando i dispositivi vengono utilizzati nel sistema di giustizia penale ".

E passando dal governo conservatore inglese alla politica italiana, alla Lega…a Fratelli d’Italia e alla sua leader Meloni, autocandidata a primo ministro nel prossimo governo ed estimatrice della nuova premier inglese Truss, vediamo addensarsi ombre molto oscure sulle politiche migratorie di un possibile governo guidato da questi leader che vedono nei migranti il pericolo numero uno.

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