Mercoledì, 01 luglio 2026 - ore 02.49

Cremona prima per impianti biogas e biomassa

| Scritto da Redazione
Cremona prima per impianti biogas e biomassa

La provincia di Cremona prima in Italia per impianti biogas e biomassa.
Secondo dati forniti dalla Provincia di Cremona e dal GSE, gli impianti autorizzati, tra biogas e biomasse, in provincia ammontano a ben 135 unità (data di riferimento: 27 Settembre 2012). Si tratta per la maggior parte di impianti a biogas (130 unità) alimentati a reflui e trinciato (ad eccezione di un’autorizzazione per scarti di macellazione ed una per gas da discarica). A questi si aggiungono 4 impianti a biomasse legnose (due a cippato, uno a scarti di segheria ed uno a rifiuti legnosi) e un impianto autorizzato all’utilizzo di grasso animale. Nel complesso sono 97 gli impianti già in esercizio, 27 sono in costruzione e, per altri 7, l’iter autorizzativo è in corso. (la mappa in allegato).
Per la produzione di “colture energetiche” (prevalentemente mais) destinate, assieme agli scarsi reflui aziendali, alla produzione di energia si è arrivati ora ad utilizzare quasi un sesto della terra fertile della provincia  (20 mila ettari di SAU!!). Un altro paio di migliaia di ettari è al momento “consumato” da impianti fotovoltaici a terra: sempre meno suolo è dedicato alla coltivazione alimenti per uomini e animali. L’economia rurale ne risulta gravemente compromessa e, con essa, l’ambiente e il paesaggio: estese coltivazioni di mais, abbondantemente irrorato di pesticidi, irrigato oltre misura ed infine raccolto solo per essere “digestato”, minacciano biodiversità ed antichi equilibri naturali, forse anche salute e certamente qualità della vita della popolazione.
L’inarrestabile dilagare del fenomeno è a dir poco inquietante e va rapidamente arginato. La stessa Commissione Europea ha recentemente emanato raccomandazioni per un uso responsabile e sostenibili degli << energy crops>> (coltivazioni dedicate alla produzione di energia), sia in ambito internazionale, sia in ambito europeo. Nel nostro piccolo, come coordinamento provinciale del forum Salviamoilpaesaggio, andiamo da tempo chiedendo agli enti locali di porre attenzione al problema e di prendere gli opportuni provvedimenti. E’ pur vero che la materia è regolamentata prevalentemente a livello nazionale e regionale, è anche vero però che tutti gli aspetti connessi a territorio, edilizia, aria, acqua e paesaggio competono nei procedimenti autorizzativi a comuni e province. Disposizioni di piano e regolamenti vanno rispettati in ogni opera di edificazione e dunque anche  nella costruzione di impianti per la produzione di energie rinnovabili: norme provinciale e comunali adeguate possono contribuire a frenare la speculazione (e la distruzione) nelle nostre campagne.

Abbiamo chiesto mesi orsono a tutti i comuni della provincia di approvare una mozione volta a contenere ed impedire la proliferazione di impianti di biogas e di fotovoltaico a terra: solo 6 municipalità l’hanno esaminata e approvata. Forse, a tutti gli altri amministratori non pare valga la pena di intervenire. Con la consapevolezza che a fronte di un atteggiamento passivo della politica e delle amministrazioni, la speculazione continuerà lungo il trend che si è oramai inequivocabilmente delineato, a danno delle campagne, degli agricoltori (orami strangolati dal rialzo die fitti dei terreni) e dei cittadini tutti, sommessamente, li sollecitiamo a riprendere in considerazione la nostra proposta di  stilare un regolamento municipale in tema di energia e li invitiamo di nuovo ad adoperarsi presso provincia, regione e stato nazionale affinchè l’attuale regime autorizzativo e degli incentivi sia rivisto in modo da accogliere pienamente le raccomandazioni europee e da garantire un’appropriata tutela dell’ambiente e del paesaggio.
 
Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori
Coordinamento cremonese, cremasco e casalasco

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