Martedì, 21 maggio 2024 - ore 05.36

Cremona Solidale, bene i servizi dell’azienda, ma il Comune come contribuisce?

| Scritto da Redazione
Cremona Solidale, bene i servizi dell’azienda, ma il Comune come contribuisce?

Dopo i trionfalistici comunicati letti negli ultimi giorni sui media locali, per il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia è opportuno che i cremonesi abbiano modo di valutare se davvero i conti “sorridono” a Cremona Solidale.

Analizzando il bilancio si trovano dati confortanti nella gestione aziendale, come la minor incidenza dei costi per materie prime, di consumo e merci oltre che del costo del personale (nonostante il rinnovo contrattuale) rispetto ai ricavi delle attività. Tuttavia, il risultato di bilancio 2022 riporta un utile di euro 217.759 determinato soprattutto dalle partite straordinarie, tanto che le sopravvenienze attive per ricavi non di competenza (per lo più ristori Covid e per caro energia di anni precedenti) incidono positivamente per euro 918.428. Ci dobbiamo quindi domandare se Cremona Solidale, senza questi “aiuti” straordinari, sarebbe riuscita nel 2022 a sostenere ugualmente le proprie attività. La risposta - purtroppo - è negativa, perché manca completamente il sostegno dell’amministrazione comunale alla progettualità della sua azienda speciale.

Cremona Solidale ha superato a testa alta il periodo pandemico ed ha saputo consolidare la sua presenza nel territorio soprattutto grazie agli indirizzi degli amministratori, alle competenze della direzione strategica e della direzione sanitaria che insieme a tutto il personale occupato ha fatto della struttura un fiore all’occhiello per il territorio. Cremona Solidale eroga servizi di fondamentale importanza per i cittadini cremonesi e – anche a alla luce dell’allungamento della aspettativa di vita -, ne discende che sempre più persone avranno la necessità in futuro di rivolgersi al Soldi, da qui è fondamentale che anche il Comune faccia la sua parte.

L’Azienda, oltre a garantire i suoi servizi caratteristici, in questi mesi difficili ha saputo affrontare temi importantissimi che hanno avuto poca visibilità ma sono di sicuro interesse per il bene di tutti:

-riorganizzazione generale dell’organigramma aziendale con relativi obiettivi per tutte le posizioni organizzative, comprese le direzioni;

-chiusura e adeguamento dei contratti del personale sia con contratto funzioni locali sia con contratto sanità pubblica;

- avvio di un percorso formativo di eccellenza facendosi promotore di iniziative che hanno avuto rilevanza nazionale, con convegni e tavole rotonde;

- inizio del percorso di ristrutturazione della palazzina storica, che vedrà la sua parziale ultimazione nei prossimi mesi,

-nuove sinergie con l’università di Brescia e di CERGAS di Uni Bocconi di Milano.

Non ultimo, l’Azienda ha saputo ottenere l’accreditamento dell’ambulatorio geriatrico presso la sede di Cremona Solidale con conseguente riconoscimento di centro di prescrizione dei farmaci, un passo importante nell’ampliamento della filiera del welfare cittadino.

Al Cda di Cremona Solidale ed alla sua direzione Strategica va il nostro plauso, con grande umiltà e grande capacità stanno lavorando per il bene comune, in totale autonomia.

Di contro, non ci risulta che il Comune di Cremona stia facendo la sua parte, tanto che non si è mai fatto promotore o finanziatore di strategie lungimiranti. Cremona Solidale è l’ente erogatore del Comune e come tale deve poter contare sul sostegno economico per finanziare le progettualità, le cui risorse vanno definite già in fase previsionale anzichè con trasferimenti a spot alla fine di ogni anno, la cui sola finalità è quella di evitare la chiusura di bilanci in perdita.

A fronte di oltre 29 milioni di euro che il Comune ha speso nel 2022 per il sociale, di cui 9 milioni e 300 mila euro impegnati per l’erogazione di contributi con finalità sociale a enti, associazioni e famiglie, i contributi che il Comune ha trasferito al Soldi, al netto del sostegno alle rette per pazienti indigenti previsto per legge, sono stati solo 235.000 euro. Da qui la scelta dell’azienda di aumentare le rette per coprire nel proprio bilancio non solo i costi delle attività socio-sanitarie ma anche i servizi di natura sociale.

L’Amministrazione Comunale chiede quindi all’Azienda Sociale di erogare servizi in ambito sociale senza sostenere la progettualità con un adeguato trasferimento di risorse. Ad esempio, nel piano programma si parla del progetto sulle celebrolesioni, quante risorse il Comune vuole investire su questo progetto?

Concludendo, nonostante il Comune sia ente erogatore dei servizi sociali, in realtà rinuncia al proprio ruolo sia sul piano operativo sia su quello finanziario. Quando saranno terminati i ristori straordinari il bilancio dell’Azienda Sociale non potrà più reggersi, e prima di aumentare ancora le rette mettendo in difficoltà le famiglie cremonesi, è opportuno che l’Amministrazione Comunale trovi già in fase di programmazione le risorse nel proprio bilancio da trasferire a Cremona Solidale.

 

Il Gruppo Consigliare di Fratelli d'Italia a Cremona

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