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Cremona Sotto i bombardamenti del 10 luglio 1944. I miei ricordi di Gentilina Cella

Egregio direttore, presente ogni anno alla cerimonia civile e religiosa del 10 luglio, racconto il mio 10 luglio 1944.

| Scritto da Redazione
Cremona Sotto i bombardamenti del 10 luglio 1944. I miei ricordi di Gentilina Cella

Concluso l’anno scolastico 1943-44 senza esami di maturità, ma con lo scrutinio dei nostri insegnanti al Liceo classico Manin, come in ogni altro istituto superiore, si pensava al futuro: università si o no, aumento delle tasse universitarie nella normale ripresa, un impiego, ma quale con una licenza liceale di indirizzo classico. Si frequentava la biblioteca statale con scambio tra noi di testi di narrativa russa in prevalenza e di relative relazioni orali, talvolta anche scritte, qualche novità di stampa, un correttore di bozze di Milano, sfollato a Cremona, mi portò fresco di stampa nel rifugio (la cantina quando suonava l’allarme), una copia de ‘Gli sposi promessi’che poi, però gli dovetti restituire. Una mattina come le altre, quel 10 luglio e con la mente altrove, mentre uscivo dalla lezione dei corsi di steno-dattilo. Forse utili per un impiego e tornavo a casa. Ma c’era la guerra: ‘Pip p o ’che al tramonto faceva sentire il suo passaggio sulle nostre teste, le imposte delle finestre di casa ben oscurate dalla carta blu con la quale eravamo abituati a ricoprire i nostri testi scolastici all’apertura della scuola. Il prof Alfredo Puerari di italiano e storia d e l l’arte verso la quale ci indirizzò alla conoscenza e con quale vigore e la tragica morte del prof Leone Leoni di latino e greco, morto con i nipoti sotto un bombardamento proprio là nella sua campagna dove pensava potesse avere più garanzia di vita che tra i muri casalinghi. Ma non riuscì ad attraversare la strada, contemporaneamente sirena, aerei e bombe, e più nessuno vicino a me. Corsi, entrai in una casa con la porta aperta in via Mercatello, mi incollai alla parete dello stretto corrodoio, la casa sembrava deserta. All’annuncio del cessato pericolo, corsi più di prima a casa mia in via Bonomelli dove trovai mia madre. Il resto è normalità. Attesi con lei il ritorno di mio padre dal Comune dove allora c’erano gli uffici dei vigili urbani e ci diede le prime tragiche informazioni. Quel corso di steno dattilo mi fu utile per battere a macchina la mia tesi di laurea non facile per un profano e per gli appunti, le dispense universitarie erano talvolta introvabili e ne stampavano pochissime.

GENTILINA CELLA (Cremona)

10 luglio 2017 

Se avete qualche ricordo inviatelo in redazione alla mail info@welfarecremona.it Verrà pubblicato sul sito 

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