Venerdì, 20 maggio 2022 - ore 13.15

Danilo Toninelli, M5S: il mio vero stipendio

La stampa ha riportato che nel 2016 ho dichiarato 93.937 euro quale reddito imponibile riferito al 2015 ma a fronte di questa cifra che rappresenta il totale lordo da me percepito, comprensivo degli oneri fiscali, ci sono circa 124.000 euro, al netto di qualsiasi onere fiscale, che è la cifra che personalmente ho versato da quando sono in Parlamento, sottraendola ai miei stipendi e rimborsi, o direttamente nel fondo del microcredito del M5S per le piccole e medie o nel fondo per l'ammortamento del debito pubblico.

| Scritto da Redazione
Danilo Toninelli, M5S: il mio vero stipendio

Danilo Toninelli, M5S: il mio vero stipendio

Con la pubblicazione annuale dei redditi dei parlamentari, giustamente prevista dalla legge sulla trasparenza, ho letto ricostruzioni giornalistiche sugli eletti del cremonese, nelle quali il mio reddito è stato comparato a quello dei rappresentanti degli altri partiti. Dato che non è risultato e che il reddito del sottoscritto appare analogo se non superiore a quello di altri, sono costretto a ribadire ancora una volta ciò che è ampiamente noto, ovvero che tra i redditi dei parlamentari del M5S e quelli degli altri partiti c'è una grandissima differenza, che è data dal fatto che i parlamentari M5S restituiscono una parte consistente dei soldi che percepiscono per destinarli al sostegno delle piccole e medie imprese.

La stampa ha riportato che nel 2016 ho dichiarato 93.937 euro quale reddito imponibile riferito al 2015 ma a fronte di questa cifra che rappresenta il totale lordo da me percepito, comprensivo degli oneri fiscali, ci sono circa 124.000 euro, al netto di qualsiasi onere fiscale, che è la cifra che personalmente ho versato da quando sono in Parlamento, sottraendola ai miei stipendi e rimborsi, o direttamente nel fondo del microcredito del M5S per le piccole e medie o nel fondo per l'ammortamento del debito pubblico.

Soldi pubblici destinati alla politica che invece tornano nel tessuto produttivo per creare lavoro. Con i soli stipendi dei parlamentari, a cui abbiamo rinunciato con piacere come avevamo promesso e non in vista di qualche particolare scadenza elettorale, abbiamo raccolto finora oltre venti milioni di imprese, che abbiamo usato per finanziare circa 4.000 imprese.

A queste cifre si deve aggiungere tutto quello che non abbiamo incassato, pur potendo: io per esempio personalmente ho rinunciato a tutte le indennità aggiuntive come quella di vicepresidente della mia Commissione parlamentare di appartenenza ma il M5S ha rinunciato complessivamente a ben 42 milioni euro di soli rimborsi elettorali che non sono stati riscossi e sono rimasti nelle casse dello Stato.

Sappiamo che il valore effettivo di queste restituzioni è relativo se paragonato al complesso della spesa pubblica, ma sappiamo anche che c’è un valore che va al di là di quello puramente economico, che è il valore dell’esempio, che se fosse seguito in tutti i settori genererebbe un effetto complessivo incredibile: perché la rivoluzione che sogniamo è prima di tutto una rivoluzione culturale.

So anche qual è l’obiezione che spesso mi viene mossa dagli esponenti di altri partiti quando faccio queste affermazioni: anche loro restituirebbero parte delle loro indennità, versandole al proprio partito. Queste risposte sono per me incomprensibili, specialmente quando provengono da esponenti di partiti che nel corso degli anni sono stati finanziati a tutti i livelli con fondi pubblici per miliardi e miliardi di euro e che, nonostante tutti questi finanziamenti legali, hanno continuato e spesso continuano a finanziarsi attraverso fondazioni, associazioni e società non sempre trasparenti, donazioni di provenienza oscura ma anche finanziamenti illeciti, ruberie nei grandi e piccoli appalti, influenze sulle centrali di acquisto della Pubblica Amministrazione di cui continuiamo a sentir parlare anche in questi giorni. Basti pensare che l’immenso patrimonio immobiliare dei vecchi DS è costituito da oltre 3000 immobili in tutta Italia, per un totale stimato di oltre mezzo miliardo di euro, suddivisi in 56 fondazioni che sono servite a proteggerlo dai creditori dell’attuale PD e a scaricare i debiti del vecchio partito sulla collettività. C’è da domandarsi di quali altri soldi abbiano bisogno dai parlamentari partiti come questi.

Per quello che ci riguarda, quella delle restituzioni non è propaganda ma parte essenziale di un programma con il quale, a partire da noi, intendiamo cambiare la politica e restituirle il suo valore di attività di servizio verso tutti e non di accumulo di potere e ricchezze per pochi.

Danilo Toninelli Deputato MoVimento 5 Stelle

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