Domenica, 13 settembre 2026 - ore 14.49

Datacenter – Di Marco (M5S): Lombardia tradita, basta grande abbuffata di suolo ed energia

“Regione Lombardia ha ignorato del tutto il tema degli effetti cumulativi dei datacenter, cioè il limite massimo che i territori possono sopportare

| Scritto da Redazione
Datacenter – Di Marco (M5S): Lombardia tradita, basta grande abbuffata di suolo ed energia

Datacenter – Di Marco (M5S): Lombardia tradita, basta grande abbuffata di suolo ed energia

Venerdì 11 settembre, alle ore 17.00, presso la Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, il Movimento 5 Stelle Lombardia ha organizzato l’incontro: “Datacenter – Governare l’innovazione, proteggere il territorio”, dedicato all’impatto della diffusione dei data center in Lombardia e alla necessità di conciliare sviluppo tecnologico, tutela del territorio e sostenibilità.

 Presente anche la senatrice M5S Elena Sironi che segue con attenzione le attività dei comitati sui territori. Sironi ha presentato un disegno di legge sui datacenter, già all’esame della commissione competente, con l’obiettivo di definire criteri chiari per la disciplina urbanistica e la localizzazione delle infrastrutture di calcolo ad alta densità. Ha inoltre depositato un’interrogazione al MASE per chiedere maggiore chiarezza sugli impatti ambientali, energetici e territoriali di questi insediamenti. 

Nicola Di Marco, capogruppo M5S Lombardia: “Regione Lombardia ha ignorato del tutto il tema degli effetti cumulativi dei datacenter, cioè il limite massimo che i territori possono sopportare in termini di consumo di suolo, energia e impatto paesaggistico e sociale. Non è stata fatta una vera valutazione preventiva né sul paesaggio, né sul tessuto sociale, né sulle trasformazioni del lavoro che questo modello di sviluppo comporta. La tanto sbandierata legge regionale di maggio non ha fermato nulla: l’espansione dei datacenter prosegue indisturbata. In parallelo, il Governo nazionale ha scelto la scorciatoia dei commissariamenti su diversi progetti nell’hinterland milanese, svuotando il ruolo dei Comuni con un atto di centralismo che cala decisioni dall’alto sulla Lombardia. Il M5S è per lo sviluppo e per l’innovazione tecnologica, ma non per la razzia dei territori, né per un sistema che aumenta le isole di calore, sovraccarica la rete elettrica e peggiora la qualità della vita. A chi serve accumulare dati in rete, se poi rischiamo blackout e un sistema energetico al collasso? Con questo primo incontro pubblico abbiamo voluto dare voce a chi i datacenter li vive sul territorio, a chi ne studia la proliferazione incontrollata e a chi è chiamato ad amministrare le conseguenze con una legge regionale debole e un governo che impone commissari per difendere progetti decisi nelle stanze romane. A Lacchiarella sta nascendo una rete di movimenti locali che informa i cittadini e contrastare questa deriva. Noi continueremo a presentare proposte serie e concrete per dare finalmente reali tutele nella legge regionale, perché lo sviluppo non può diventare una licenza di saccheggio dei nostri territori.” 

Gaetano Pedullà, europarlamentare M5S, dichiara: “La corsa disordinata alla costruzione di data center in Italia, spinta anche da grandi gruppi americani, ha un impatto drammatico sui territori come aumento delle emissioni inquinanti, enorme consumo idrico e un fabbisogno elettrico che rischia di mettere in crisi le reti locali. Molti progetti hanno finalità puramente speculative per rivalutare i terreni, sfruttando un vuoto normativo che consente di costruire senza limiti né reali vincoli di sostenibilità. Con una mia interrogazione alla Commissione europea chiediamo di fermare questo caos scriteriato, chiedendo all’UE, alla luce della direttiva sull’efficienza energetica, di affrontare l’impatto cumulativo dei consumi e la totale assenza di regole sugli investimenti extra-UE, che oggi si traducono in deregolamentazione ecologica e speculazione immobiliare. Non vogliamo fare una guerra ideologica ai data center, ma regolarne la sostenibilità e la presenza sui territori, prima che sia troppo tardi”. 

Eugenio Morello, Professore associato Politecnico di Milano: “Siamo obbligati a porre l’attenzione sulle fragilità territoriali connesse all’espansione dei datacenter. Una nostra ricerca ha censito circa 32 strutture nell’area milanese, evidenziando come Milano stia diventando l’hub principale dei consumi energetici legati alla digitalizzazione. Questo impone un ripensamento delle infrastrutture elettriche, idriche e di telecomunicazione e richiede una conoscenza molto più approfondita degli effetti territoriali e ambientali. Ritengo fondamentale un monitoraggio regionale, insieme ad ARPA, che vada oltre i soli consumi e valuti qualità dell’aria, uso dell’acqua, microclima, suolo e degrado ambientale. Servono studi continuativi, finanziamenti adeguati e piena trasparenza verso i cittadini, con un reale coinvolgimento delle comunità locali. Oggi spesso interveniamo per riparare danni già in corso e chi governa dovrebbe, invece, anticipare la sfida della digitalizzazione, integrando i datacenter nei Piani di Governo del Territorio come nuova infrastruttura urbana, valutandone anche gli effetti su isole di calore, rete elettrica e sull’intero ciclo di vita, fino alla dismissione e riconversione dei siti”.

Enrico Duranti, Comitato Ciarlasco per la Tutela del territorio: “A Lacchiarella il problema non è il singolo datacenter, ma la proliferazione di più progetti concentrati nello stesso territorio. Denuncio soprattutto l’assenza di una vera pianificazione, questi interventi avanzano senza una visione complessiva degli impatti su suolo, energia, paesaggio e qualità della vita. Nell’area tra Lacchiarella, Zibido San Giacomo e Badile contestiamo in particolare due grandi campus hyperscale e altri due ambiti di trasformazione con ulteriori datacenter previsti. Dal punto di vista ambientale, richiamo il rischio di consumo di suolo e di impermeabilizzazione di aree oggi verdi, l’aumento delle isole di calore e il forte impatto dei sistemi di raffreddamento. Dal punto di vista energetico, questi impianti hanno un fabbisogno enorme e continuo, con possibili ricadute sulla rete elettrica e rischi di sovraccarico del sistema. Ho sollevato anche un serio problema di trasparenza e partecipazione. Il progetto di Lacchiarella, inizialmente, non era stato neppure adeguatamente pubblicizzato e come comitato abbiamo chiesto e ottenuto di riaprire la procedura di valutazione ambientale. Contestiamo, inoltre, la presenza di generatori a gasolio e il profilo di rischio legato allo stoccaggio del combustibile, per cui domandiamo controlli molto più rigorosi. La nostra non è una battaglia contro la tecnologia, ma contro una crescita senza regole, che rischia di trasformare Lacchiarella nel simbolo di una colonizzazione dei territori”.

All’incontro non poteva mancare la voce dei territori che ha trovato espressione con gli interventi di: Alessandro Amenta, assessore di Peschiera Borromeo; Vincenzo Lepori, rappresentante M5S GT Visconteo e Antonio Nitti, consigliere del Parco Agricolo Sud Milano.

 

Firma la petizione contro il Data Center di Pozzaglio 

Milano, 11 settembre 2026

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