CI RIPROVANO ANCORA UNA VOLTA, MA LA DISCARICA DI AMIANTO DI CAPPELLA CANTONE
(Cremona) NON SI DEVE FARE E NON SI FARA’ PERCHE’ FUORI NORMA ED IN CONTRASTO
CON I PIU ELEMENTARI PRINCIPI DI SICUREZZA.
OCCORRE RIPRENDERE LA MOBILITAZIONE ANCORA PIU’ FORTE, DIFFUSA E RADICALE DI
QUELLE PRECEDENTI.
Il 9 giugno prossimo a Milano si riunirà ancora la conferenza dei servizi per
tentare per l’ennesima volta di decidere l’autorizzazione alla discarica.Questa
è una procedura anomala che rasenta l’illegalità sia perché è fuori tempo
massimo rispetto all’inizio della procedura, sia perché in più istanze è già
stato chiaramente detto che l’area di Cappella Cantone non solo non è idonea, ma
sarebbe addirittura pericolosa perché in quel terreno le falde acquifere sono
affioranti. Non è la prima volta che dopo poche ore di pioggia quella zona va
sott’acqua, infatti anche oggi l’area si presenta allagata come documentano
alcune foto che abbiamo fatto.
Continuano gli episodi di mancanza di trasparenza e correttezza e di rispetto
delle regole.
Riassumiamo i fatti:
1. Il 17 novembre 2010 la Regione rende note che la Cavenord ha dieci giorni di
tempo per presentare controdeduzioni, diversamente la discarica non si farà.
2. Alla scadenza dei dieci giorni tutti gli organi di stampa e gli Enti
interessati ritengono chiusa la vicenda, poiché non viene resa pubblica la
notizia dell’avvenuto deposito delle controdeduzioni
3. Solo due mesi dopo la Regione rende noto che Cavenord aveva presentato le
sue controdeduzioni il 26 novembre 2010, guarda caso l’ultimo giorno utile! Le
modifiche che vuole apportare Cavenord sono risibili e insostenibili. Aggiungere
due metri di sabbia e ghiaia non risolve il problema dell’affioramento delle
acque.
4. Alla fine di aprile 2011 scadono i termini per accogliere o meno questo
progetto dei cavatori, ma la Regione decide di non decidere e continua il
monitoraggio della falda che si sarebbe dovuto concludere ad agosto 2011. In
realtà a sorpresa scopriamo che questo monitoraggio si concluderà prima della
conferenza dei servizi del prossimo 9 giugno.
Noi sosteniamo che questa conferenza dei servizi del 9 giugno è anomala e fuori
norma poiché avviene dopo i 150 giorni previsti dalla normativa (decreto
legislativo n. 152 del 2006) e non può e non deve decidere nulla se non la
definitiva "sepoltura" della discarica.
Ancora una volta la forzatura e il disprezzo della legislazione vigente è
evidente. La giunta regionale preme per iniziare le bonifiche in vista dell’EXPO
ed insiste sulla realizzazione delle discariche perché attorno ci sono evidenti
interessi economici che vanno inevitabilmente ad intrecciarsi con istituzioni e
con mafie economiche di varia natura. Le discariche sono l’affare del secolo.
Non vogliono neppure prendere in considerazione lo studio di ipotesi alternative
di smaltimento (il trattamento delle fibre di amianto per renderle innocue e
riutilizzabili). Evidentemente devono pagare un pegno ai cavatori per le
promesse fatte quattro anni fa che a Cappella Cantone si sarebbe fatta comunque
una discarica.
La ditta Locatelli, che ora è proprietaria di Cavenord e che vuole fare il
business di svariati milioni di euro a Cappella Cantone, ha dato subappalti a
ditte che poi risulteranno coinvolte in inchieste sulla n’drangheta (vedi il
nostro comunicato dell’agosto 2010
La verità è che contro le esigenze dei cittadini si sono mossi e si muovono
interessi privati e pubblici che hanno come unico obiettivo la realizzazione di
profitti a scapito della vita e della salute dei cittadini stessi.
Non è vero che la responsabilità della mancanza di impianti di smaltimento
dell’amianto è colpa dei cittadini che non li vogliono vicino a casa, come
sostiene superficialmente l’assessore regionale Belotti (Lega). Il problema
reale è che si vogliono autorizzare discariche a tutti i costi in luoghi e
situazioni pericolose solo perché conviene ai cavatori e ai politici ad essi
vicini e non importa se tutto questo è in contrasto con la normativa e con i più
evidenti principi di difesa della salute.
La nuova direttiva europea sui rifiuti (2008/98/CE del Parlamento e del
Consiglio europeo) è già stata recepita dall’Italia con il decreto legislativo
n. 205 del 3 dicembre 2010, ma si continua ad ignorarla.
Questa legge stabilisce criteri di priorità nella gestione dei rifiuti con lo
smaltimento all’ultimo posto e dà il compito alle pubbliche amministrazioni di
perseguire iniziative dirette ad utilizzare le migliori tecniche disponibili e a
favorire il rispetto di questa gerarchia mediante la promozione dello sviluppo
di tecniche appropriate per l’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei
rifiuti al fine di favorirne il recupero.
E’ dal 2004 (vedi il decreto n. 248 del 29 luglio 2004 ) che in Italia si
potrebbe di fatto riciclare il rifiuto amianto con impianti alternativi
all’interramento, ma dopo sette anni continuiamo ancora a parlare di discariche!
Al vaglio della Regione ci sono cinque progetti di discarica di amianto, non
solo quello di Cappella Cantone (CR) ma anche quelli di Treviglio (BG), Brescia,
Travagliato (BS), Cava Manara (PV) e tutti e cinque sono fortemente osteggiati
dalla popolazione perché troppo vicini ai centri abitati ed in presenza di falde
acquifere affioranti. A Montichiari hanno invece autorizzato una discarica che
però non è funzionante perché sotto sequestro: i gestori smaltivano
illecitamente rifiuti inerti prima di avere l’autorizzazione stessa.
La Regione Lombardia tramite l’assessore Belotti , competente per
l’autorizzazione degli impianti di smaltimento dell’amianto, è capace solo di
mettere in campo una sistematica campagna mediatica di disinformazione e
manipolazione.
Sul Corsera del 27 marzo 2011 offende i cittadini affermando che chi osteggia le
discariche ha un atteggiamento masochistico preferendo l’eternit sui tetti
piuttosto che accettare una discarica innocua vicino a casa.
L’instancabile assessore firma anche un opuscolo informativo sull’amianto
dell’associazione Gaia in cui si afferma, senza offrire riscontri
tecnico-scientifici, che il migliore metodo per lo smaltimento dell’amianto e’
la discarica e che sugli impianti di trattamento ci sono alcuni dubbi.
Ultima chicca è il convegno sull’amianto organizzato a Milano il 30 maggio 2011
dalla direzione regionale Territorio e Urbanistica, il cui assessore di
riferimento è sempre Belotti. Nessuna associazione che si occupa di amianto e
nessun comitato contro l’amianto è stato invitato e coinvolto tranne
l’associazione Gaia notoriamente non contraria alle discariche e Legambiente. In
compenso hanno invitato Risorse Future ed Ecodeco a parlare di gestione,
accettabilità sul territorio e impatto ambientale di una discarica! Ricordiamo
che l’ultimo progetto di Ecodeco, presentato in Regione da Risorse Future, è
quello di Cava Manara : uno stoccaggio di oltre 900 mila metri cubi di rifiuti
inerti e di eternit, di cui una parte nel Parco del Ticino, vicinissimi ai
centri abitati in una zona che si chiama Siccomario, " come il mare", cioè con
acque evidentemente affioranti.
Per concludere: noi ribadiamo, per l’ennesima volta, che sulla base delle
intercettazioni pubblicate sulla stampa locale nei mesi scorsi e sulla base di
dati certi contenuti nel nostro esposto alla Magistratura, e anche sulla base
delle ultime violazioni alla normativa che abbiamo ricordato nel comunicato,
quest’ultima e’ sollecitata ad intervenire.
LE DISCARICHE SONO PERICOLOSE E DEVONO ESSERE FERMATE IN TUTTO IL PAESE!
LA MOBILITAZIONE DOVRA’ ESSERE PIU’ ESTESA E PIU’ EFFICACE!
VOGLIAMO COINVOLGERE ALTRI COMITATI A LIVELLO NAZIONALE FINO AD ARRIVARE AD UNA
MANIFESTAZIONE DAVANTI AL SITO CHE ACQUISTI IL CARATTERE DI PRESIDIO PERMANENTE
PER IMPEDIRE L’EVENTUALE INIZIO DEI LAVORI!
Mariella Megna - Cittadini contro l’amianto
Giorgio Riboldi – SU LA TESTA l’altra Lombardia
Carmine Fioretti – CUB – Confederazione Unitaria di Base
Cremona, 7 giugno
2011http://cittadinicontroamianto.blogspot.com/2010/08/la-discarica-non-sha-da-fare-cappella.html)
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Cittadini contro l'amianto della provincia di Cremona
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