Sabato, 20 giugno 2026 - ore 20.12

Pianeta Migranti. Dall’ 'aiutiamoli a casa loro' al 'via tutti!'

Lo chiedono Vannacci, l'estrema destra e chi vede nello straniero la causa di ogni problema.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Dall’ 'aiutiamoli a casa loro' al 'via tutti!'

 

Pianeta Migranti. Dall’ “aiutiamoli a casa loro” al “via tutti!”

Lo chiedono Vannacci, l'estrema destra e chi vede nello straniero la causa di ogni problema.

Dal mercato ai campi: la verità dietro i prezzi bassi

La nuova parola d’ordine è semplice e brutale: remigrazione. Ma basta uscire di casa il sabato mattina per capire quanto questa parola sia scollegata dalla realtà.

Al banco della frutta le frasi sono sempre le stesse:

Troppo care queste pesche!”

Fammi lo sconto!”

Lì costano meno!”

E poi… tutti in fila nei negozi dove frutta e verdura costano poco.

 

Ma quel prezzo stracciato lo paga qualcun altro.

Lo pagano migliaia di lavoratori stranieri che raccolgono per 10–14 ore sotto il sole, vivendo in baraccopoli senza acqua né servizi, invisibili e ricattabili.

Lo pagano i braccianti del caporalato, sottopagati, indebitati, picchiati, a volte persino uccisi – come i quattro lavoratori di Amendolara, bruciati vivi perché chiedevano un contratto.

Secondo l’ultimo rapporto Agromafie e caporalato dell’Osservatorio Placido Rizzotto, 230.000 persone sono sfruttate nei campi italiani.

Pagate una ventina di euro al giorno. Alloggiate in casolari fatiscenti. Schiacciate da debiti verso caporali che spesso sono migranti a loro volta, intrappolati nello stesso sistema.

E mentre qualcuno si indigna per le “baraccopoli indecorose”, tace sul vero scandalo:

un sistema che tollera lo sfruttamento perché conviene avere manodopera ricattabile e pomodori a 99 centesimi
.

Il caporalato non è solo presente al Sud ma pure al Nord ed anche nelle campagne cremonesi.

 

Proviamo a prendere sul serio chi dice “rimandiamoli a casa”

Avremmo campi senza braccianti. Raccolti che marciscono. Prezzi di frutta e verdura che schizzano alle stelle.

E gli stessi che oggi urlano “via tutti!” sarebbero i primi, il sabato mattina, a lamentarsi perché le pesche costano sei euro al chilo.

La verità è semplice: buona parte dell’agricoltura italiana vive grazie al lavoro di persone che qualcuno vorrebbe cacciare, ma da cui dipende ogni volta che riempie il carrello.

Se c’è una guerra da combattere, non è contro chi raccoglie i pomodori sotto il sole.

È contro il caporalato, sfruttamento, agromafie. Perché la propaganda è fatta di slogan, il lavoro nei campi è fatto di sudore.

 

Mandiamo via anche le badanti?

La remigrazione non colpirebbe solo i campi ma anche le case.

Oltre il 70% delle badanti in Italia è straniera. Molte lavorano in condizioni di semiinformalità non per scelta, ma per volontà della famiglia che le assume.

In Italia ci sono 3,8 milioni di anziani non autosufficienti.

Le RSA costano 2.000–3.500 euro al mese e i posti non bastano. Le badanti garantiscono assistenza continua, spesso l’unica possibile.

Allora la remigrazione è una parola che non regge alla prova dei fatti: l’Italia vive grazie al lavoro di chi si vorrebbero espellere. Ne segue che dobbiamno difendere questi lavoratori e non i pregiudizi!





 

 

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