Dl Sicurezza, Mori (PD): Salvini sfrutta vita delle donne più fragili come strumento di propaganda
"Chi commette un reato ne deve rispondere, senza ambiguità. Trasformare, però, la detenzione di una donna incinta in un trofeo da esibire sui social, è qualcosa che scivola pericolosamente dall'idea di giustizia allo spettacolo dell'odio sociale", così Roberta Mori, Portavoce della Conferenza delle Donne democratiche, commenta il tweet di Matteo Salvini sulla notizia della borseggiatrice incinta arrestata a Venezia nonostante lo stato di gravidanza.
"Il cosiddetto Decreto Sicurezza Meloni–Salvini" continua Roberta Mori, "è l'ennesimo tassello di una visione panpenalista che usa i corpi e le vite delle donne, in particolare le più fragili, le più povere, spesso migranti, come terreno di propaganda, arrivando a riportare in carcere donne incinte e madri con bambini piccoli, smontando persino quelle tutele minime che la stessa tradizione giuridica italiana aveva riconosciuto come intangibili. Abbiamo già denunciato con forza questo impianto che calpesta il principio costituzionale della pena orientata alla rieducazione senza mai violare l’interesse superiore dei minori richiamato dal diritto internazionale". Conclude Mori: "Per noi sicurezza non è usare una donna incinta come bersaglio simbolico, né alimentare il rancore sociale contro chi è già ai margini. Sicurezza è prevenzione, è lotta alle disuguaglianze, è giustizia che non umilia ma ricostruisce legami e responsabilità. La politica ha il dovere di abbassare i toni del conflitto sociale, non di usare le donne e la maternità come terreno di scontro ideologico e di propaganda punitiva".
Roma, 7 novembre 2025



