Sabato, 29 febbraio 2020 - ore 11.45

Ecco come possiamo aiutare a salvare gli insetti dall’estinzione

Gli scienziati avvertono l'umanità sui pericoli del declino mondiale degli insetti e suggeriscono modi per riconoscerne e prevenirne le conseguenze

| Scritto da Redazione
Ecco come possiamo aiutare a salvare gli insetti dall’estinzione

Secondo Michael Samways, entomologo della Stellenbosch University, principale autore del nuovo studio “Solutions for humanity on how to conserve insects” pubblicato su Biological Conservation, «Per il bene dell’umanità, le persone devono cambiare il loro atteggiamento nei confronti degli insetti. Sono essenziali per il nostro benessere. Impollinano un terzo delle nostre colture e aiutano a creare un terreno sano. Dobbiamo proteggerli meglio e imparare dalle idee che sono già state sviluppate in Sudafrica e altrove per conservarli».

Samways, autore anche del libro “Insect Conservation: a Global Synthesis”, è consapevole che «Non saremo mai in grado di conservare ogni popolazione di insetti o persino ogni specie. Detto questo, esistono reali possibilità pratiche in tutto il mondo su come possiamo evitare ulteriori perdite di popolazione di insetti e l’estinzione delle specie. Sono fondamentali anche una migliore regolamentazione e prevenzione dei rischi ambientali e un maggiore riconoscimento delle aree protette, insieme all’agroecologia. Le aree protette possono essere estese al di fuori dei confini definiti, utilizzando su vasta scala reti ecologiche di corridoi per la conservazione interconnessi, che finora sono stati molto efficaci per la conservazione degli insetti in Sudafrica».

Per lo scienziato sudafricano, uno dei padri della tutela degli insetti, parte della soluzione sta nella trasformazione delle pratiche agricole e forestali globali in pratiche più espansive, sostenibili e che favoriscano la coesistenza di specie la mitigazione dei cambiamenti climatici, ma «Per il futuro e il benessere reciproco di persone e insetti è essenziale soprattutto comunicare e coinvolgere la società civile e i responsabili politici. Mentre piccoli gruppi di persone possono agire a livello locale per la conservazione degli insetti, la coscienza collettiva e uno sforzo coordinato a livello globale per la catalogazione, il monitoraggio e la conservazione delle specie sono necessari per un recupero su vasta scala».

Samways è infatti convinto che «Con la possibile eccezione della preoccupazione per la perdita delle api e dei servizi di impollinazione, le persone non apprezzano abbastanza il ruolo che gli insetti svolgono in natura e la loro utilità. Fortunatamente, la società civile sta diventando sempre più consapevole del rapido declino degli insetti e delle sue gravi conseguenze per la sopravvivenza planetaria. E’ qui che insetti iconici come le farfalle, le libellule e le api, i media popolari, i club di storia naturale, l’istruzione e le attività citizen scientist possono svolgere tutti un ruolo importante».

Lo scienziato della Stellenbosch University ritiene che queste iniziative e attività siano particolarmente importanti negli ambienti urbani e peri-urbani, dove c’è nel complesso la maggiore disconnessione con la natura e la più grande concentrazione di persone: «Nei contesti rurali, c’è anche una grande opportunità per una migliore istruzione, specialmente dei giovani e delle persone coinvolgibili, che spesso educano davvero i genitori in materia di “futuro” e “‘small lives matter”».

Il nuovo studio, al quale ha contribuito un team internazionale di 30 ricercatori di cui fa parte anche Stefano Mammola dell’Istituto di ricerca sulle acque  (Irsa Cnr), è stato pubblicato subito dopo l’appello “Scientists’ warning to humanity on insect extinctions”, firmato dallo stesso team di ricerca ma che vede come primo firmatario Pedro Cardoso, curatore del Luonnontieteellinen museo dell’università di Helsinki-

Comparso sempre su Biological Conservation, l’appello è un vero e proprio grido di allarme sui pericoli che devono affrontare gli insetti e di come l’umanità sta spingendo molti ecosistemi oltre la possibilità di recupero con la perdita di habitat, l’inquinamento, le pratiche agricole dannose, le specie invasive che non hanno più confini, i cambiamenti climatici, lo sfruttamento eccessivo e l’estinzione delle specie che dipendono dagli insetti. Tutto questo contribuisce a estinzioni di insetti non quantificate e non quantificabili che potrebbero, tra le altre cose, avere un grave impatto sulla sicurezza alimentare, sulla degradazione dei rifiuti nell’ambiente e sul controllo dei parassiti.

Cardoso sottolinea: «E’ sorprendente quanto poco sappiamo della biodiversità a livello globale, quando solo il 10-20% circa degli insetti e delle altre specie di invertebrati sono stati descritti e nominati. E di quelli che hanno un nome, sappiamo poco più di una breve descrizione morfologica, forse una parte del codice genetico e un singolo sito dove sono stati visti qualche tempo fa. Con la perdita di specie, perdiamo non solo un altro pezzo del complesso puzzle che è il nostro mondo vivente, ma anche la biomassa, essenziale ad esempio per nutrire altri animali nella catena vivente, geni e sostanze unici che un giorno potrebbero contribuire a curare le malattie, e funzioni dell’ecosistema da cui dipende l’umanità».

Tra queste funzioni ecosistemiche ci sono l’impollinazione dalla quale dipende la maggior parte delle colture, la decomposizione dei rifiuti e delle carogne di animali che contribuiscono al ciclo dei nutrienti e altre funzioni per le quali non abbiamo sostituzioni tecnologiche o di altro tipo.

I ricercatori suggeriscono anche possibili soluzioni pratiche, basate su prove esistenti raccolte in tutto il mondo, che contribuirebbero ad evitare ulteriori perdite delle popolazioni di insetti e estinzioni di intere specie e che comprendono azioni come tutelare aree di territorio di alta qualità da gestire per la salvaguardia della biodiversità, trasformare le pratiche agricole globali per promuovere la coesistenza delle specie e mitigare i cambiamenti climatici.

Ecco le 9 idee per aiutare gli insetti contenute nell’appello degli scienziati: 1. Evitate di falciare frequentemente il vostro giardino; lasciate che la natura cresca e nutra gli insetti; 2. Piantate piante autoctone; molti insetti hanno bisogno solo di quelle per sopravvivere; 3. Evitate i pesticidi; diventate bio, almeno nel vostro giardino; 4. Lasciate in pace alberi secolari, ceppi e foglie morte: ospitano; innumerevoli specie: 5. Costruite hotel per insetti con piccoli fori orizzontali che possono diventare i loro nidi; 6. Riducete la vostra carbon footprint, perché ha un effetto sugli insetti tanto quanto gli altri organismi; 7. Sostenete e fate volontariato nelle associazioni ambientaliste; 8. Non importate o rilasciate in natura animali vivi o piante che potrebbero danneggiare le specie autoctone. 9. Siate più consapevoli delle piccole creature; guardate sempre il lato piccolo della vita.

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