Lunedì, 28 novembre 2022 - ore 16.48

#elezioni22– 8 giorni al voto del prossimo 25 settembre

Alla fine vincerà l’astensionismo?

| Scritto da Redazione
#elezioni22– 8 giorni al voto del prossimo 25 settembre

#elezioni22– 8 giorni al voto del prossimo 25 settembre.

Alla fine vincerà l’astensionismo?Tutto dipenderà dalla reale volontà delle Istituzioni e delle forze politiche di farsi carico del problema e adottare le innovazioni normative necessarie.

Prosegue ogni giorno la nostra tribuna elettorale durante la quale dialoghiamo con donne e uomini che si sono candidati e che rappresentano il proprio territorio.Uno dei temi  che trapela dagli incontri quotidiani è il  dato sull’astensionismo che si prospetta, almeno in base ai sondaggi: 35, 8 è  la stima di indecisi e astenuti (media dei sondaggi Demopolis, Tecnè, Emg, Ipsos ed Euromedia realizzati nel periodo compreso tra l’1 e il 9 settembre).

Certamente forte è il  disinteresse dei cittadini e delle cittadine  e la sfiducia nelle istituzioni. 

Una conferma  emerge  dal Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes) curato da Istat. Dai dati relativi al 2021 infatti emerge come la fiducia degli italiani nei confronti della politica sia particolarmente bassa. Su una scala di apprezzamento che va da 0 a 10 infatti i partiti politici si fermano a 3,3.Dal dopoguerra a oggi, la diminuzione nel livello di partecipazione popolare alle elezioni è una dinamica condivisa da praticamente tutte le democrazie occidentali. Si evidenzia inoltre che il grado di affluenza ai seggi varia anche in base al tipo e all’importanza attribuita a ogni elezione.

In Italia  la percentuale di votanti segue un ordine che vede al primo posto le elezioni per il parlamento, poi le regionali, le comunali e, infine, le europee. Per quanto riguarda le elezioni parlamentari  in Italia si è passati da una quota del 92,4% al 74%. 

Il  libro bianco dell’astensionismo  stima che  la componente di alienazione e protesta è stimata in circa il 15-20% degli elettori, mentre quella legata all’indifferenza in circa il 10-15%. Questo tipo di mancata partecipazione secondo la Commissione è difficilmente riducibile mediante misure e strumenti di promozione di carattere istituzionale. 

Il livello di partecipazione è diminuito in quasi tutte le Provincie italiane salvo pochissime eccezioni. Si può notare inoltre una dinamica più accentuata nel caso delle elezioni per il Senato (dove finora si è votato dai 25 anni in su) rispetto alla Camera. Un altro dato che risulta piuttosto evidente è la generale minore partecipazione al Sud,

E’  la provincia  di Bolzano l’area in cui si è registrata la contrazione più significativa tra il 2013 e il 2018 (-13 punti percentuali circa sia alla camera che al senato). Al secondo posto troviamo Isernia (-7,9 p.p. alla Camera e -7 al Senato). In terza piazza troviamo invece Campobasso (-6,6 p.p.) per la Camera e Roma (-6,2 p.p.) per il Senato. Solo nel caso della provincia di Potenza la percentuale di votanti è cresciuta di più di 2 punti percentuali (+2,2).

Le soluzioni proposte dalla Commissione parlamentare che sta studiando il fenomeno. 

Il primo intervento proposto è la digitalizzazione della tessera e delle liste elettorali  e la concentrazione degli appuntamenti in massimo due eventi all’anno (election day). Si evidenzia che sarebbe  anche necessaria un’armonizzazione delle norme che regolano le diverse tipologie di elezione, tenendo conto dei vincoli costituzionali e sovranazionali. A questo proposito la Commissione sottolinea inoltre l’importanza di permettere il voto anche il lunedì. 

Come alternativa al voto per corrispondenza invece la Commissione consiglia il ricorso al voto anticipato presidiato. La proposta prevede che il voto avvenga in apposite cabine elettorali collocate presso gli uffici postali (che hanno una diffusione capillare sul territorio) e, eventualmente, presso altri enti pubblici come gli uffici comunali o circoscrizionali. Presupposto per questa soluzione però è l’introduzione del  certificato elettorale digitale che consentirebbe una registrazione immediata del voto evitando così il rischio di doppioni.Si ritiene inoltre molto utile l’introduzione della possibilità di votare, nel giorno delle elezioni, in seggi diversi dal proprio ma collocati nella stessa circoscrizione o collegio elettorale con l’obiettivo, di favorire la partecipazione al voto delle persone anziane e diversamente abili. Da questo punto di vista per facilitare l’afflusso si suggeriscono anche una serie di accorgimenti ulteriori: la pubblicazione dell’elenco dei seggi privi di barriere architettoniche; il rafforzamento del servizio di trasporto pubblico gratuito; il potenziamento e la semplificazione del voto a domicilio, oggi limitato ai malati non trasportabili. Altre innovazioni proposte sono la possibilità di individuare sedi alternative a quelle scolastiche con il duplice obiettivo di non interrompere la continuità didattica e di rendere più agevole il raggiungimento del seggio specie nei piccoli comuni. Infine, per contrastare il disinteresse e la disinformazione si propone anche la possibilità di creare apposite campagne di comunicazione (sfruttando anche le piattaforme social) con un occhio di riguardo per i giovani e le donne.

 

Isa Maggi – Stati generali delle Donne

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