Venerdì, 19 luglio 2024 - ore 15.06

#elezioni22 Il 25 settembre si vota ma alle donne le strade sono chiuse |Isa maggi

Una impresa titanica per chi vorrebbe, ex novo, presentarsi alle elezioni politiche.

| Scritto da Redazione
#elezioni22 Il 25 settembre si vota ma alle donne le strade sono  chiuse |Isa maggi

#elezioni22  Il 25 settembre si vota ma anche stavolta le strade a noi donne sono già chiuse al primo gradino del percorso |Isa maggi

L’appello alla responsabilità e al ''contributo costruttivo'' da parte di tutti e di tutte per il bene comune contrasta con lo scenario che stiamo vivendo in queste ore e che inizia proprio dalla formazione delle liste elettorali.

Ecco perché.

La campagna elettorale  estiva comporta una serie di passaggi tecnici che hanno scadenze precise, e che le forze politiche devono rispettare in vista del voto fissato il 25 settembre.

Bisogna innanzitutto formare le liste, tenendo presente che i collegi sono completamente ridisegnati, in considerazione del fatto che il numero dei parlamentari è dimezzato rispetto all’attuale legislatura.

Dal 26 agosto si entrerà nella vera e propria campagna elettorale.

Innanzitutto le forze politiche devono fare le liste elettorali, ovvero decidere chi candidare e dove. Hanno poche settimane di tempo, entro il 22 agosto devono presentare all’ufficio elettorale in Corte d’Appello le liste dei candidati di tutti i collegi. Prima, entro il 14 agosto, devono invece depositare i simboli elettorali al ministero dell’Interno.

Qui c’è un primo distinguo da fare: ci sono forze politiche che possono presentarsi alle elezioni politiche di diritto, e altre che invece se vogliono partecipare alle elezioni devono raccogliere le firme.

Non hanno l’obbligo di raccolta firme i seguenti partiti: Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Liberi e Uguali, +Europa, Coraggio Italia, Noi con l’Italia.

 In base alla legge elettorale in vigore fino a poche settimane fa, in realtà gli unici partiti a non dover raccogliere le firme erano: PD, M5s, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Questo, perchè la precedente formulazione della legge sulle elezioni politiche (DPR 361/1957), prevedeva che potessero non raccogliere le firme soltanto i partiti o gruppi politici «costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi».

Nell’ambito della legge di conversione del decreto elezioni (dl 84/2022), approvata a fine giugno, è stata invece inserita la seguente modifica: non devono raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni nemmeno i «partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021 o che abbiano presentato candidature con proprio contrassegno alle ultime elezioni della Camera dei deputati o alle ultime elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia in almeno due terzi delle circoscrizioni e abbiano ottenuto almeno un seggio assegnato in ragione proporzionale o abbiano concorso alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione avendo conseguito, sul piano nazionale, un numero di voti validi superiore all’1% del totale».

Altri eventuali partiti che vogliamo presentarsi alle elezioni devono raccogliere almeno 750 firme per ogni collegio plurinonimale. I collegi sono 49 per la Camera e 33 per il Senato. Quindi, una forza politica che vuole presentarsi in tutta Italia deve raccogliere 36mila 750 firme per la Camera e 19mila 500 per il Senato.

Per raccogliere le firme deve essere presente un notaio oppure un amministratore locale. Un elettore può firmare per la presentazione di una lista solo nel proprio collegio. Quindi, i partiti che non partecipano di diritto alle elezioni, devono raccogliere le firme in tutti i collegi, verificando che gli elettori siano nel collegio in cui risiedono e quindi voltano, e farle autenticare da un notaio o da un amministratore o funzionario comunale.

 Una impresa titanica per chi vorrebbe, ex novo, presentarsi alle elezioni politiche.

Sicuramente una modalità per garantire ai volti già conosciuti della politica italiana di conservare il proprio posto e di assicurarlo ai e alle fedelissime

Quindi niente facce nuove, e competenze nuove, anche per questa tornata elettorale.

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Isa Maggi 

Dottore Commercialista e Revisore dei conti. 

Nuove imprese, progetti, monitoraggio, valutazione, politiche ed economia di genere, sviluppo territoriale, gender equality plan, certificazione di parità, Pnrr.

Presidente Fondazione Gaia

Presidente Sportello Donna

Coordinatrice degli Stati Generali delle Donne

 

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