Martedì, 26 marzo 2019 - ore 06.53

Esposto all'Infopoint il plastico del nuovo campus universitario di S. Monica

Vi rimarrà per un mese, dopo sarà collocato in una delle sale di Palazzo Comunale

| Scritto da Redazione
Esposto all'Infopoint il plastico del nuovo campus universitario di S. Monica

Cremona, 15 marzo 2019 – Esposto nella vetrina dell’Infopoint che si affaccia su via Baldesio il minuzioso e accurato plastico in legno che mostra come sarà l’ex monastero di S. Monica, futura sede del campus dell’Università Cattolica, sede di Cremona, commissionato dalla Fondazione Arvedi – Buschini (finanziatore dell’intervento di recupero e restauro insieme a Comune, Regione e Fondazione Cariplo). Il plastico così visibile da parte di tutti, rimarrà esposto all’Infopoint per un mese, dopo verrà trasferito in una delle sale di Palazzo Comunale. Nei giorni scorsi il plastico, dopo essere stato mostrato in anteprima dal cavaliere Giovanni Arvedi, affiancato dalla moglie Luciana Buschini, al Sindaco Gianluca Galimberti, al Rettore della Cattolica Franco Anelli, e al Vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni, nel palazzo della Fondazione Arvedi Buschini, era stato collocato nelle sede della Cattolica di via Milano in occasione del Dies Academicus.

“La scelta, condivisa con tutti i partner di questo importante progetto, di esporre all’Infopoint il plastico che raffigura come sarà il campus universitario al termine dei lavori nell’ex monastero di S. Monica - dichiarano l’Assessore con delega al Turismo Barbara Manfredini e l’Assessore al Territorio Andrea Virgilio – nasce dalla volontà di mostrare non solo ai cremonesi ma anche a tutti coloro che visitano la nostra città quanto di nuovo si sta realizzando partendo dal recupero di un significativo complesso storico ed artistico. La nuova sede, unitamente al rinnovato progetto didattico-scientifico, consentirà di rafforzare la rete tra l’Università Cattolica di Cremona e le aziende agro-alimentari del territorio, di potenziare l’offerta formativa post-laurea, fornendo così occasioni di formazione permanente e aggiornamento. Lo sviluppo del food made in Italy è infatti una delle scommesse per il futuro e in questo solco ci stiamo da tempo muovendo grazie alla sinergia che si è andata creando e rafforzando tra pubblico e privato”.

 

 

 

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