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Europa Verde ER: approvate due risoluzioni sui diritti del popolo palestinese, la vendita di armi ai paesi in guerra e la liberazione di Patrick Zaki

Silvia Zamboni, consigliera regionale del Gruppo Europa Verde: “Sono soddisfatta e ringrazio la maggioranza per l’approvazione dei due documenti. Non sono più accettabili ulteriori violazioni del diritto internazionale che privano ancora di più i palestinesi dei loro diritti. Così come occorre agire perché il Governo italiano sospenda le autorizzazioni all'esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato e la cui politica contrasti con i principi dell'articolo 11 della nostra Costituzione. Infine va posta fine alla carcerazione preventiva dello studente egiziano Patrick Zaki”

| Scritto da Redazione
Europa Verde ER: approvate due risoluzioni sui diritti del popolo palestinese, la vendita di armi ai paesi in guerra e la liberazione di Patrick Zaki

Bologna, 31/07/2020 – Ieri mattina l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato due risoluzioni del Gruppo Europa Verde su importanti temi di politica estera: la prima sui rapporti tra Israele e Palestina e sul cosiddetto “piano di pace” del Presidente Trump e l’annessione ad Israele di territori palestinesi, la seconda sull’esportazione di materiale bellico da parte dell’Italia.

Dopo un acceso dibattito in Aula e una netta contrapposizione tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione, è stata accolta la richiesta di Europa Verde che impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo Italiano a manifestare in ogni sede la propria contrarietà ad ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele e ad intervenire a livello politico e diplomatico per impedire ulteriori violazioni del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani da parte di Israele e perché si adottino misure concrete atte a sanzionare tali violazioni. Il Piano dell’Amministrazione americana e l’ipotesi di annessione ad Israele di territori palestinesi destano preoccupazione nella comunità internazionale e sono stati fortemente criticati dall’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, che ha dichiarato: “In linea con il diritto internazionale e le relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’Unione Europea non riconosce la sovranità di Israele sui territori occupati dal 1967. Passi verso l’annessione, se eseguiti, non possono passare senza conseguenze”. Lo scorso 10 giugno persino la Corte Suprema di Israele ha annullato come "incostituzionale" la legge del 2017 che avrebbe legalizzato circa 4.000 case costruite dai coloni israeliani in Cisgiordania su terra privata palestinese.

Nell’altra risoluzione di Europa Verde approvata dall’Assemblea regionale vengono evidenziati i dati emersi dalla Relazione governativa annuale sull’export di armamenti presentata al Parlamento. Nel 2019 il Governo italiano ha autorizzato l’esportazione di materiale bellico per un valore di 5,17 miliardi di euro; nel loro complesso, il 62,7% delle autorizzazioni ha avuto come destinazione Paesi fuori dall’Unione europea e dalla Nato. Spesso dunque si tratta di forniture non a supporto della nostra sicurezza e della difesa comune ma indirizzate a regimi autoritari che alimentano conflitti contribuendo all’instabilità di intere regioni.

“Sono molto soddisfatta e ringrazio la maggioranza per l’approvazione dei due documenti - afferma Silvia Zamboni, Consigliera regionale di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna -.  Non sono più accettabili ulteriori violazioni del diritto internazionale che privano ancora di più i palestinesi dei loro diritti. Così come occorre agire per sospendere l’autorizzazione del Governo italiano all'esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato e la cui politica contrasti con i principi dell'articolo 11 della nostra Costituzione. A tal riguardo Europa Verde ritiene grave e offensivo che sia stata autorizzata la vendita di un così ampio arsenale di sistemi militari all’Egitto a fronte delle pesanti violazioni dei diritti umani da parte del governo del Presidente Al Sisi e della tragica uccisione a Il Cairo di Giulio Regeni, nonché della vicenda dello studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki che dal 7 febbraio è detenuto a Il Cairo in regime di carcerazione preventiva, che un paio di giorni fa è stata rinnovata per altri 45 giorni”.

 

 

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