Martedì, 07 luglio 2020 - ore 21.15

Bologna Europa Verde sabato 27 giugno, alle ore 17.00, presidio ‘No all’annessione dei territori palestinesi’

Silvia Zamboni, consigliera di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna: “Il piano di legalizzazione da parte di Israele di 4000 case su terreni privati palestinesi è stato definito incostituzionale dalla stessa Corte Suprema di Israele.

| Scritto da Redazione
Bologna Europa Verde sabato 27 giugno, alle ore 17.00, presidio ‘No all’annessione dei territori palestinesi’

Bologna Europa Verde sabato 27 giugno, alle ore 17.00, presidio ‘No all’annessione dei territori palestinesi’ da parte di Israele.

Silvia Zamboni, consigliera di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna: “Il piano di legalizzazione da parte di Israele di 4000 case su terreni privati palestinesi è stato definito incostituzionale dalla stessa Corte Suprema di Israele.

Il presidio si terrà sabato 27 giugno, alle ore 17.00 in piazza Nettuno

Ho depositato una risoluzione con la quale chiedo alla Giunta regionale di sollecitare il governo italiano a far sentire la propria voce per esigere il rispetto del diritto internazionale e delle Risoluzioni delle Nazioni Unite in difesa dei diritti del popolo palestinese”.

Ci sarà anche Europa Verde domani in Piazza Nettuno, a Bologna, alle ore 17.00 al presidio “No all’annessione dei territori palestinesi” da parte di Israele. Ad intervenire per i Verdi e per l’associazione AssopacePalestina sarà Silvia Zamboni, consigliera di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, che ha iscritto ai lavori dell’Assemblea regionale una risoluzione con la quale si esprime forte preoccupazione per le nuove tensioni nei rapporti tra Israele e Palestina a seguito della presentazione da parte del Presidente Trump, il 28 gennaio scorso, del documento, “Peace to Prosperity: A Vision for Improving the Lives of the Palestinian and Israeli People”, un cosiddetto “piano di pace” che in realtà lede i diritti della popolazione palestinese che vive in Cisgiordania. Il piano, infatti, appoggia l’accoglimento delle richieste di Israele, quali Gerusalemme capitale indivisa dello Stato d’Israele; totale sovranità israeliana sulla valle del Giordano e su tutti i confini; annessione degli oltre 150 insediamenti (in violazione del diritto internazionale) in Cisgiordania; diritto insindacabile di Israele relativamente alle dispute internazionali, con proibizione per i palestinesi di avvalersi di organismi terzi.

“L’annuncio del premier israeliano Benjamin Netanyahu di volere procedere, a partire prossimo primo luglio, con l’annessione di vaste aree della Cisgiordania occupata, inclusa la Valle del Giordano e molte colonie israeliane realizzate su terreni privati di proprietà palestinese, avvia nei fatti l’attuazione del Piano Trump - sottolinea la consigliera Zamboni nella risoluzione - e ha destato forti preoccupazioni nella comunità internazionale”.

Nella risoluzione viene citato l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, che ha dichiarato che “In linea con il diritto internazionale e le relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’Unione Europea non riconosce la sovranità di Israele sui territori occupati dal 1967. Passi verso l’annessione, se eseguiti, non possono passare senza conseguenze”.

La stessa Corte Suprema di Israele, si legge nel testo depositato dalla consigliera, il 10 giugno scorso ha annullato come "incostituzionale" la legge israeliana del 2017 che avrebbe legalizzato circa 4.000 case costruite dai coloni israeliani in Cisgiordania su terra privata palestinese, basando la sentenza sul fatto che tale legge "viola i diritti di proprietà e di eguaglianza dei palestinesi, mentre privilegia gli interessi dei coloni israeliani sui residenti palestinesi". Per i giudici la legge (approvata con il titolo di “regolarizzazione”) non “fornisce sufficiente rilievo” allo status dei “palestinesi come residenti protetti in un'area sotto occupazione militare”.

Anche il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas ha manifestato la grave preoccupazione della Germania: “In quanto amici di Israele siamo molto preoccupati per l’annessione, che non si concilia con il diritto internazionale”. 

“È ora che anche il Governo italiano faccia sentire la propria voce – esorta la consigliera Zamboni. Non sono più accettabili ulteriori violazioni del diritto internazionale che privano ancora di più i palestinesi dei loro diritti. Per questo con la risoluzione che ho depositato – conclude Zamboni – chiedo alla Giunta regionale di sollecitare il Governo italiano a manifestare in ogni sede la propria contrarietà al cosiddetto Piano di pace del Presidente Trump e ad ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele e ad intervenire a livello politico e diplomatico per impedire ulteriori violazioni del Diritto Internazionale e dei diritti umani del popolo palestinese”.

 

 

 

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