Martedì, 22 maggio 2018 - ore 08.03

Farmacista critica la nuova distribuzione ASST ospedaliera dei farmaci di Maurizio Vecchia (Ripalta Cremasca)

Egregio direttore, con riferimento all’articolo pubblicato come farmacista territoriale rurale vorrei fare alcune osservazioni ed alcuni confronti. La distribuzione diretta di farmaci è prevista sia per ragioni farmacologiche (se si tratta di farmaci che presentano criticità e richiedono un attento monitoraggio da parte dell’ospedale), sia per ragioni economiche, poiché l’ospedale, per legge, acquista con sconti più elevati.

| Scritto da Redazione
Farmacista critica la nuova distribuzione ASST ospedaliera dei farmaci di Maurizio Vecchia  (Ripalta Cremasca)

Farmacista critica la nuova distribuzione ASST ospedaliera dei farmaci di Maurizio Vecchia  (Ripalta Cremasca)

Egregio direttore, con riferimento all’articolo pubblicato come farmacista territoriale rurale vorrei fare alcune osservazioni ed alcuni confronti. La distribuzione diretta di farmaci è prevista sia per ragioni farmacologiche (se si tratta di farmaci che presentano criticità e richiedono un attento monitoraggio da parte dell’ospedale), sia per ragioni economiche, poiché l’ospedale, per legge, acquista con sconti più elevati.

Nel primo caso, niente da dire. Nel secondo qualche osservazione è opportuna. Rilevo infatti che in ospedale l’orario previsto per il ritiro da parte dei pazienti interni ed esterni è di sole 25 ore settimanali, che in 10 mesi sono stati consegnati in media 3,9 farmaci a paziente, che lo staff in servizio è composto da 9 persone, che ognuna di esse ha perciò consegnato in media 1.260 farmaci nei 10 mesi. Considerato il costo medio mensile di ogni assunto in 3.000,00 di euro si avrebbe una spesa per il personale di 270.000,00 euro. Non vedo il distintivo dell’Ordine sul camice del personale. Strano, perché i farmaci vanno consegnati da farmacisti. Le farmacie territoriali, al contrario, prestano servizio 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, grazie al calendario dei turni. Quelle non di turno sono aperte almeno 50 ore settimanali. Rilevo che dall’inizio dell’anno, nello stesso periodo, sono stati esitati in ogni farmacia cremonese non meno di 60.000 farmaci in regime di Servizio sanitario nazionale, che il costo del personale delle farmacie private non è a carico della Pubblica amministrazione, che i cittadini ed i pazienti trovano facilmente una comoda farmacia vicina alla loro residenza, anche nei piccoli comuni isolati. Facendo i debiti confronti è tutto da dimostrare che la distribuzione diretta ospedaliera generi risparmi per la Pubblica amministrazione, pur con margini di acquisto superiori.

Se poi ai costi della gestione ospedaliera si aggiungono quelli dei pazienti che devono recarsi all'Ospedale, magari da parecchi chilometri di distanza, la perdita di tempo, a volte valutabile in mezze giornate, ed il disagio degli stessi, diventa difficile sostenere che al centro del servizio di distribuzioni diretta ospedaliera vi sia il cittadino, ma, dai dati evidenziati, si è di fronte ad un autentico, inutile e costoso disservizio rispetto a quello svolto dalle farmacie territoriali.

Maurizio Vecchia  (farmacista di Ripalta Cremasca)

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