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Foti.29 Maggio 1848.Curtatone e Montanara

| Scritto da Redazione
Foti.29 Maggio 1848.Curtatone e Montanara

Egregio Direttore, c’è una storia tutta italiana che ha segnato una gloriosa ed epica pagina del nostro risorgimento e che merita di essere degnamente ricordata in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Il 29 maggio 1848, durante la prima guerra d’indipendenza, il comando piemontese aveva dislocato a difesa delle proprie linee nei pressi di Curtatone e Montanara, due piccoli borghi rurali della pianura mantovana, un contigente di giovani reclute sopraggiunte da vari atenei italiani per unirsi alla lotta contro gli austriaci. Il reparto era costituito da moltissimi studenti provenienti in prevalenza dalle Università di Pisa, di Firenze, di Pavia e di Napoli, giovani quasi tutti alla loro prima esperienza di vita militare e che rappresentavano, in quell’epoca, le migliori risorse della cultura, delle arti, delle scienze e della medicina.
Quel giorno le loro linee di difesa furono oggetto di uno degli attacchi più massivi da parte dell’esercito austriaco, un esercito costituito da tanti veterani reduci da varie campagne militari. I nostri giovani combattenti non si lasciarono intimorire dalla soverchiante superiorità numerica del nemico, nè dalla loro cospicua dotazione d’artiglieria. Si difesero sulle loro rispettive posizioni opponendo una strenua quanto disperata resistenza e rispondendo colpo su colpo con tutti i cannoni che avevano a disposizione. Per ben sette interminabili ore, sotto il fuoco incessante dell’artiglieria, tennero testa e fermarono l’avanzata di uno degli eserciti più organizzati d’Europa inducendolo a ripiegare su un’altra parte del fronte e dimostrando un eroismo ed uno spirito patriottico davvero ineguagliabile.
Sul campo di battaglia perirono tragicamente più di 180 giovani e tanti rimasero gravemente feriti e mutilati, tra quei valorosi combattenti si distinsero per particolari capacità organizzative e tattiche lo scrittore Carlo Lorenzini, meglio conosciuto come Carlo Collodi, il celebre autore di Pinocchio e il pittore Silvestro Lega, un’autorevole rappresentanza della classe d’ intellettuali che si unì a quella che fu storicamente definita la migliore gioventù d’Italia. L’eroismo, l’amor di patria e il sacrificio di quei giovani studenti sono testimonianze storiche che devono indurci seriamente a riflettere su quanto grondi di sangue il nostro tricolore ed evidenziano, al tempo stesso, la gravità e la tracotante irriverenza con la quale una certa parte politica contesta l’ inno di Mameli e l’unità della nazione, pur ottimizzando sotto ogni profilo i vantaggi della propria condizione. Non è mio costume ripercorrere facili luoghi comuni e classiche espressioni retoriche ma avverto eticamente il bisogno,in questa particolare circostanza, di dedicare queste poche righe alla memoria di quei valorosi studenti ed a tutti gli italiani che hanno, con amore, dedizione e sacrificio, contribuito all’unità del nostro paese perché credo che una nazione che non provi rispetto e riconoscenza per la propria memoria storica abbia già rinunciato a crescere, a progredire e a riscattarsi dai propri mali e dai propri limiti.                                                             
                                                                            
Cordialmente
Dr. Antonio Foti
Casale Monferrato, 11 marzo 2011
Mittente : antonio.foticasale@virgilio.it
Cellulare 347-7692235

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