Lunedì, 21 settembre 2026 - ore 19.15

Giustizia, Ruotolo (PD): Meloni guarda al burqa

...ma non vede i ragazzi abbandonati dallo Stato

| Scritto da Redazione
Giustizia, Ruotolo (PD): Meloni guarda al burqa

Giustizia, Ruotolo (PD): Meloni guarda al burqa ma non vede i ragazzi abbandonati dallo Stato 

"La questione minorile è ormai una grande questione nazionale e non può essere affrontata soltanto con il codice penale. In Campania oltre duemila minori e giovani adulti sono seguiti nell’area penale esterna. Nisida è tra gli istituti maggiormente sotto pressione e sette detenuti hanno appena 14 o 15 anni. Ma sono soprattutto i dati nazionali a raccontare la drammaticità della situazione: nei 20 istituti penali per minorenni italiani, al 31 agosto, erano detenuti 572 giovani. Quarantotto hanno appena 14 o 15 anni. Diciassette minorenni sono condannati per omicidio volontario e 58 per tentato omicidio. Sono numeri che dovrebbero scuotere la politica. Ragazzi poco più che bambini coinvolti in reati gravissimi, fino all’omicidio. Naturalmente chi commette un reato deve risponderne e lo Stato deve garantire sicurezza e rispetto della legge. Ma c’è una domanda che viene prima di tutte le altre: che cosa è successo prima?



Che cosa è accaduto nei quattordici, quindici, diciotto anni precedenti? Quale scuola hanno incontrato questi ragazzi? Quali servizi sociali? Quali opportunità educative, sportive e culturali? Chi si è accorto del loro disagio prima che arrivassero davanti a un giudice o dentro un carcere? Se lo Stato incontra un ragazzo soltanto quando ha già commesso un reato, magari gravissimo, quello Stato è arrivato troppo tardi. Ed è qui che emerge tutta l’insufficienza della linea del governo Meloni. Con il decreto Caivano si è scelta soprattutto la strada dell’inasprimento penale. Ma mettere più ragazzi in carcere non significa aver risolto il problema: significa intervenire quando il problema è già esploso. La politica di Meloni arriva dopo. Dopo la dispersione scolastica, dopo la povertà educativa, dopo l’abbandono dei territori, dopo il fallimento dei servizi. Arriva quando resta soltanto il codice penale. E mentre questi sono i numeri della vera emergenza minorile, la presidente del Consiglio sceglie di spostare ancora una volta il dibattito sui burqa, sui niqab e sul numero degli studenti stranieri nelle classi. È una scelta politica precisa: parlare alla paura invece di affrontare le cause profonde del disagio giovanile. La scuola italiana non ha bisogno di muri dentro le classi. Ha bisogno di più insegnanti, più tempo pieno, più mediatori culturali, più servizi sociali, più integrazione. Ha bisogno di uno Stato che arrivi prima. E forse Meloni dovrebbe guardare anche a ciò che è accaduto in Germania. È un risultato che dovrebbe indurre i conservatori europei a riflettere sull’efficacia di rincorrere la destra radicale sui suoi stessi temi. Noi, invece, vogliamo parlare della realtà. Quarantotto ragazzi di quattordici e quindici anni sono oggi detenuti negli istituti minorili. Diciassette minorenni sono condannati per omicidio volontario, 58 per tentato omicidio. Sono numeri che gridano una domanda alla politica: dov’eravamo prima? Prima del reato. Prima della violenza. Prima del carcere. È lì che deve stare lo Stato. Arrivare prima: questa è la vera politica della sicurezza" . 
 
Così in una nota  Sandro Ruotolo, membro della segreteria del Partito Democratico e eurodeputato.
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