Sabato, 13 agosto 2022 - ore 02.10

Gli studenti occupano l'ITIS di Cremona nel novembre 1969 di G.C.Storti

Insomma una bella esperienza che ci ha fatto crescere, tutti. Si formarono alcune coppie ..Dopo i classici nove mesi, circa, nacque anche un figlio…!!!

| Scritto da Redazione
Gli studenti occupano l'ITIS  di Cremona nel novembre 1969 di G.C.Storti

Racconto: breve e libera interpretazione dell’occupazione dell’ITIS di Cremona  gennaio-febbraio1969. di  Gian Carlo Storti

Insomma una bella esperienza che ci ha fatto crescere, tutti. Si formarono alcune coppie ..Dopo i classici nove mesi, circa, nacque anche un figlio…!!!

1° giorno. Il Teo aveva terminato le proposte per l'occupazione. Secondo quanto stabilito dovevo intervenire a sostegno della proposta. Invece mi allontanai dal fico (1.) per bere un caffè. L'assemblea, come stabilito, aveva votato all'unanimità l'occupazione immediata della scuola.

Per evitare di sfondare il portone Teo utilizzo lo stratagemma del cavallo di Troia. Con una scusa entro dalla scuola media. Li attraversò i controlli dei bidelli. In particolare due : la Gina ed il Galimberti che non ebbero il coraggio di fermare quel ragazzotto  molto conosciuto ed amico.

Poi salì le scale ed aprii la porta dall'interno .... tra grandi applausi di tutti ed in un clima di grande entusiasmo la giovane fiumana entrò nell'istituto. In tanti  salimmo alla sezione chimici e cominciò l'occupazione. Che emozione !!  I bidelli sorridevano; gli insegnanti erano funerei. Organizzammo in fretta i gruppi di studio. In quella frenetica attività trovai un ruolo. Tutto procedeva secondo i piani. Eravamo molto contenti. Una grande massa di studenti ci seguiva su parole d'ordine concrete, non fumose. Il volantino distribuito dai fascisti , che fra l’altro richiamava ancora l'invasione della Cecoslovacchia,  passò inosservato. La politica doveva rimanere fuori dalla scuola. Strumentalmente quella concezione ci andò bene: evitavamo così di discutere, come chiedeva il "rosso" di socialismo.

Il gruppo più vivace era quello sui trasporti (all'ITIS vi erano molti pendolari). In poco più di mezza giornata avevamo riformulato le proposte dei nuovi orari ferroviari, dei pullman, dei tram. Questa sì che era efficienza: non quella del Ministero. Grande era la fantasia di quei giorni.

Il gruppo dei buoni viaggio approvò una risoluzione che chiedeva per i figli degli operai, non dei lavoratori, la riduzione del cinquanta per cento del costo dell'abbonamento. Era necessario finire in fretta: la mattina seguente era convocato il Coordinamento Cittadino dei Medi per decidere ulteriori iniziative di lotta. Decidemmo i turni per la notte. Alcuni si incaricarono dei sacchi a pelo, altri del vitto, un gruppo pensò alla musica. Vietammo con grandi cartelli, per motivi politici, l'uso dello “spino”. Durante la notte era attesa la visita della "pula". La notte invece passò tranquilla. Cantammo, giocammo a carte e parlammo fino all'alba. Le ragazze, per ovvi motivi, se ne erano andate alle dieci di sera. Alle sette il bidello-custode, porto il caffè, copia del giornale locale con titolo in prima pagina e l'Unità che riferiva di analoghe manifestazioni a Roma e a Milano. Il "rosso" arrivò tardi, era sua abitudine, con il ciclostilato speciale del "quarto". Il titolo era semplice ed efficace: "SCIOPERO CITTADINO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO".

Il resto, scritto fittissimo, non contava e sarebbe stato letto solo dai professori. Il "paninaro" portò delle schiacciatine: si arrabbiò terribilmente perché non era stato avvertito dello sciopero. Qualcuno si incaricò di vendere con lui i mille panini avanzati. Andò bene: ciò fruttò un deca per il "quarto". In futuro divenne una forma quasi permanente di sottoscrizione.

Alcuni rimasero nella scuola a presidio dell’occupazione.

2° giorno: il Coordinamento Cittadino si trasformò in una grande assemblea. La sala del Cittanova, credo, non riuscì a contenere i partecipanti. Teo pronunciò poche parole e mise ai voti. Fu un grande corteo non autorizzato! Era bello sfidare la "squadra politica". Quei giovani poliziotti meridionali ci guardavano con aria persa. Non sapevano se sciogliere il corteo o no. Tutto andò liscio: l'entusiasmo era al massimo; alcuni lanciavano degli slogan. Il "rosso" parlò in piazza ricevendo pochi applausi: parlava di politica, quella vera, come diceva. Teo invece ebbe un grande successo: piaceva ed era chiaro. Alle undici tutto era finito. Come un gaio drappello di giovani militari depositammo tutto al "quarto". Andammo da Cinto a bere un bianco ed a gustare le caldissime e deliziose polpettine di patate. Costavano dieci lire l’una.

Un gruppo si recò di nuovo nella scuola , si preparava la seconda notte di occupazione.

Nessuno dormiva.. Si fumava un casino. Si  beveva birra a fiumi. Nessuno aveva voglia di “ studiare sui problemi dell’occupazione”. Dai titoli del giornale La  Provincia si capiva che la polizia sarebbe intervenuta.

Teo, figlio di un parlamentare comunista, ci informò che il Partito con la P maiuscola ( il Pci insomma) era preoccupato dell’occupazione. Si temeva uno scontro diretto e forte con la polizia. I piu’ caldi si misero a farci discutere se resistere o meno allo sgombero della polizia. Si discusse fino a tarda notte. Quella sera le ragazze furono presenti. Si formò.. qualche coppia  Nulla di male ..solo irrefrenabili passioni giovanili.

Alla fine decidemmo la linea da tenere:

-non resistere ed accogliere i poliziotti o i carabinieri che fossero  senza opporre resistenza;

-pulire i locali per benino ( avevamo ben presente le foto delle occupazioni di altre scuole con ammassate le immondizie , i preservativi, le bottiglie ecc.);

-alcuni di noi, “la testa del movimento”, non dovevano essere presenti al momento dell’irruzione della polizia, ma fuori a preparare un’altra giornata di sciopero…

Stavamo per mettere ai voti quando sentimmo la polizia irrompere fragorosamente nei locali… Mi hanno fatto paura.. Siamo rimasti tutti fermi: nessuno oppose resistenza.

Le procedure furono veloci. Breve interrogatorio, dichiarazione delle generalità e rilascio immediato.. Questo non lo  avevamo previsto…

Quindi , verso l’alba, forse pioveva, ci siamo ritrovati quasi tutti nella sede del movimento per preparare il volantino dello sciopero  del 3° giorno.

3° giorno: fu una grandissima manifestazione…ovviamente contro lo sgombero  e per i diritti degli studenti.

Una fiumana di studenti che erano in piazza contro la polizia e per i loro diritti. La manifestazione, come al solito, non era autorizzata quindi era prevedibile qualche discussione con la  "pula". Quelli della "politica" ci seguirono fino in piazza. Teo, come tutti, era contento; parlò dall'arengario di Piazza del Comune indicando gli obiettivi di lotta. Presentò un operaio in tuta che parlando a fatica portò la solidarietà dei lavoratori. Fu quello piu’ applaudito anche se non ci sapeva fare. La manifestazione si chiuse festosa lanciando lo slogan di quei giorni: studenti - operai uniti nella lotta.

Quello della "politica" ( assomigliava in maniera incredibile al giovane Enrico Berlinguer)  mi avvicinò pregandomi di seguirlo in questura. Era necessario firmare per la manifestazione non autorizzata. Anche i questurini erano sorridenti: tutto era andato bene e senza incidenti!

Dopo il bianco e le polpettine da Cinto…mi  ricordai che ero via da casa da tre giorni. Povera Gina.

La Gina mi accolse piangendo, come sempre. Non  parlava. La Barbara, la nonna invece, anziana militante socialista, era raggiante. "Franco", disse, "nei cortei ci vuole più rosso." Come sai che era poco? "C'ero. Ho visto tutto. Bravi." Lo sai che non siamo comunisti. La politica deve rimanere fuori… "Balle! Capirete. Diversamente farete la fine di quelli di Nenni." Che vuoi dire? "Capirai, testone. Capirai." Con mia madre fu uno strazio. Si calmò preparandomi il bagno caldo.

Dormii fini al mattino successivo…Non andai a scuola..Corsi a  prendere il giornale locale. Cazzo…le solite foto con  montagne di rifiuti…Nessuna traccia di preservativi però.. Avevano accumulato i rifiuti in una stanza e fatto le foto…Insomma ci avevano descritto come  dei devastatori.. Una pagina piena di comunicati..  La  sinistra appoggiava cautamente le lotte…ma con  molti distinguo…

Il rientro a scuola fu trionfale…Ognuno di  noi ricevette dalla propria classe sfottò e complimenti.. L’insegnante di italiano, intelligente, ci diede un tema, quello di meccanica, brillante, prese un volantino e con in mano un matitone rosso e blu cominciò a correggerlo ed a prendere in giro il movimento trascinando la scolaresca in grandi risate.. Il professore fascista  si fece ancor piu’ odiare interrogandoci tutti e regalandoci un bel tre.. politico .

La professoressa liberale di matematica ci rimproverò per l’occupazione e non per gli scioperi. Il prete si mise a farci parlare e discutere delle motivazioni dello sciopero..Sembrava interessato.

Insomma una bella esperienza che ci ha fatto crescere, tutti. Si formarono alcune coppie ..Dopo i classici nove mesi, circa, nacque anche un figlio…Evviva !!!

Gian Carlo Storti

1° stesura: marzo 1973

Note:

1.)Il fico era collocato nel cortile  della sezione staccata Chinici dell’Itis ove era ospitata la scuola Media Gerolamo Vida.

2.)Era il foglio Il IV lato del triangolo..organo..dell’allora movimento studentesco cremonese.

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L'interrogazione dell'On. Mario Bardelli del PCI Cremonese.

L'on. Bardelli ha presentato I ai ministri dell'Interno e della Pubblica Istruzione la seguente

interrogazione a risposta scritta: « Per conoscere la loro posizione in merito

ai gravi fatti che si sono verificati nella giornata del 15 no vembre 1969 presso l'Istituto

Tecnico Industriale di Stato « Ala Ponzone Cimino » di Cremona, dove, su segnalazio

ne del Preside alla polizia e I a seguito di ordine che sarebbe stato emesso dal Procura '

tore della Repubblica, la polizia stessa ha fatto irruzione :

in forze per sgomberare il piano rialzato dell'Istituto da poche ore occupato da un 1

gruppo di studenti per decisione dell'assemblea studentesca

e senza che si fosse verificato il benché minimo incidente, allo scopo di rivendicare

l'adozione dell'orario unico che il Preside aveva ripetutamente rifiutato, senza

tenere conto tra l'altro, che circa il 70 per cento degli studenti, provenendo dai paesi

della provincia, si trova nella condizione di non poter disporre

di tempo da dedicare allo studio poiché tutte le ore utili della giornata sono assorbite

dalle lezioni ad orario spezzato e dai viaggi di andata e ritorno; per conoscere,

inoltre, se il Ministro dell'Interno non ritenga di dare precise

disposizioni affinchè la polizia si astenga da ogni intervento repressivo contro le

manifestazioni e le lotte studentesche, soprattutto quando queste non sollevano, come

nel caso segnalato, questioni di ordine pubblico e se il Ministro della Pubblica Istruzione

non consideri necessario intervenire perchè l'istanza di orario unico avanzata dagli

studenti dell'ITIS di Cremona sia immediatamente accolta, rispondendo ad esigenze

oggettive e non pregiudicando in nulla il livello dell'insegnamento, come altre esperienze

in atto dimostrano ».

dal giornale La Provincia di Venerdì 21 novembre 2011

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In allegato la pagina della Provincia di Cremona del 16 novembre

clicca qui

http://www.welfarenetwork.it/images/stories/Allegati/studenti16novembre1969.pdf

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