Sabato, 15 maggio 2021 - ore 11.20

Governo Draghi giura, l’Italia non è un paese per donne | Isa Maggi

E non c’è una parità neppure geografica: tre ministri su quattro vengono dal Nord.

| Scritto da Redazione
Governo Draghi giura, l’Italia non è un paese per donne | Isa Maggi

Governo Draghi giura, l’Italia non è un paese per donne | Isa Maggi

E’ nato il governo Draghi e, in continuità con tutti i governi precedenti, ancora una volta le donne sono fortemente sottorappresentate. Su 23 ministri, solo 8 sono donne, un numero ancora lontano dalla parità che sembrava potesse finalmente realizzarsi. E non c’è una parità neppure geografica: tre ministri su quattro vengono dal Nord.

Ennesima occasione persa per il nostro Paese in cui la metà della popolazione continua ad essere sottorappresentata e a non aver voce nei luoghi delle decisioni. Eppure il nuovo esecutivo, secondo quanto emerso nelle consultazioni dei giorni precedenti, avrebbe dovuto essere un governo con una forte partecipazione femminile, un esecutivo in cui le donne sarebbero state il 50%. Ma così non è stato: le donne rappresentano il 35% in un governo che rimane fortemente connato da una componente maschile. Tanti proclami, tanti interventi da donne impegnate in politica per sensibilizzare il governo verso una scelta che tenesse in conto il pensiero, il talento e le competenze delle donne. Ma tutto ciò non è avvenuto, le donne non saranno le protagoniste della “nuova ripartenza”.

L’Italia è un paese in cui le donne continuano ad essere il fanalino di coda di una politica che fa delle parole empowerment femminile e rappresentanza di genere slogan da campagna elettorale. E’ inaccettabile che le donne, da sempre impegnate nella costruzione di una società più inclusiva e giusta non solo nell’ambito del lavoro di cura della casa, in attività economiche e sostegno al welfare, del terzo settore, dei rapporti e delle relazioni, non vengano coinvolte nelle scelte per il futuro e le prospettive stesse del nostro Paese, dei nostri territori, delle nostre comunità, della nostra economia. In questi mesi in cui si è parlato tanto di Next Generation forte è stato l’accento sulle risorse europee che, in linea con la politica messa in campo dalla Commissaria europea, dovranno essere impiegate per rilanciare le politiche a favore delle donne, come a gran voce è stata richiesta una adeguata rappresentanza delle donne nei centri di decisione pubblica e collettiva. Parole, parole e ancora parole. Tali reiterate scelte da parte degli ultimi governi dimostrano nei fatti, al di là delle parole, la sottovalutazione del ruolo delle donne nella società e nella ripresa economica e sociale del Paese, delle loro competenze e delle loro priorità, allontanano sempre di più le elettrici da un sistema politico che sistematicamente le esclude.

Se è vero che il governo di unità nazionale avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di cambiamento positivo, di rinascita e di opportunità per correggere limiti e fragilità di un sistema economico, sociale e sanitario, possiamo dire a voce alta che è stata un’occasione persa per il riconoscimento del ruolo delle donne! La politica non ha fatto quel passo avanti di cambiamento positivo non riconoscendo il valore del pensiero, delle competenze e del talento delle donne!

L’Italia non è un paese per donne!

ISA Maggi

#statigeneralidonne

#alleanzadelledonne

 

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