Governo Meloni, addio salario minimo: il “salario giusto” è una fregatura
Salario giusto? Una legge mancata. Il PD: “Si è persa l’occasione del salario minimo legale”
Il Senato approva il D.L. 62/2026. Per la minoranza è un’occasione sprecata
Con 137 voti favorevoli e 73 contrari il Senato ha convertito in legge il decreto “Lavoro” del Governo Meloni. La maggioranza lo chiama “salario giusto”.
Per il Partito Democratico è un’altra cosa: è la conferma che il Governo ha scelto di non toccare i salari bassi
.1. No al salario minimo, sì ai “contratti pirata” mascherati.
Il cuore del provvedimento non fissa una paga minima legale da 9 euro l’ora, come chiedevano da anni PD, M5S e sindacati. Delegato tutto alla contrattazione collettiva.
Tradotto: invece di una soglia unica uguale per tutti, il Governo rimanda ai CCNL “comparativamente più rappresentativi”. Peccato che in Italia esistano oltre 900 contratti, molti firmati solo per abbassare il costo del lavoro. Il rischio dumping contrattuale resta tutto in piedi.
“È una legge truffa” l’aveva già detto il M5S in Senato. Il PD aggiunge: senza un minimo legale, chi guadagna 5-6 euro l’ora oggi, continuerà a farlo domani se il suo CCNL lo prevede
.2. L’adeguamento all’inflazione? Solo a metà
Il testo prevede un aumento automatico del 30% dell’IPCA (**) solo dopo 12 mesi di stallo contrattuale. Per il PD è insufficiente: 30% dell’inflazione non copre il carovita reale. E se il contratto si rinnova dopo 11 mesi, l’adeguamento non scatta
.3. Bonus a pioggia, niente strutturalità
934 milioni per bonus assunzioni donne, giovani e over 35 nelle ZES. Sono esoneri contributivi a tempo, non aumenti di salario. La Uil lo ha detto chiaro: serve rafforzare la contrattazione, non sostituirla con incentivi spot
.4. Caporalato digitale: l’unica parte condivisibile, ma in ritardo
Obbligo di identità per i rider e divieto di cessione account. Su questo il PD non nega il merito. Il problema è che arriva dopo anni di sfruttamento nelle piattaforme.
La posizione del PD
Forza Italia parla di “dignità del lavoro”. Il PD risponde: la dignità si misura in busta paga. Senza un salario minimo legale, si lascia a milioni di lavoratori il potere contrattuale delle aziende e dei contratti peggiori.“Il Governo aveva l’occasione di allinearsi all’Europa, dove 22 Paesi hanno già un minimo legale. Ha scelto invece di nascondersi dietro i contratti”.Cosa chiediamo oraUna legge vera sul salario minimo orario, come da art. 36 Cost. Censimento e cancellazione dei CCNL pirata, non la loro legittimazione.
Adeguamento pieno all’inflazione per tutti i contratti scaduti.In sintesi: il 24 giugno 2026 il Parlamento ha approvato un decreto. Ma il salario giusto, quello che ti permette di arrivare a fine mese, non è ancora legge.
(**) IPCA = Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato
È l’indice che misura l’inflazione in Italia, ma “armonizzato” a livello europeo.In parole semplici:
È il metro che dice quanto sono aumentati i prezzi di tutti i beni e servizi che compriamo. Spesa, benzina, bollette, affitto, ecc. Perché lo usano nel decreto “salario giusto”.
La legge dice che se un CCNL è scaduto da più di 12 mesi, gli stipendi devono essere aumentati almeno del 30% della variazione IPCA.Esempio pratico:L’IPCA dice che i prezzi sono saliti del 3% in un anno.
Il tuo contratto è fermo da 13 mesi.L’azienda deve aumentarti lo stipendio di almeno il 30% di quel 3% → cioè almeno +0,9%.
Nota PD/opposizione: è proprio qui la critica. Il 30% dell’inflazione non copre il 100% del carovita. Se tutto costa il 3% in più, ti aumentano solo 0,9%. Quindi perdi potere d’acquisto.
red/welCR/AI


