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Idrogeno, fossili, crisi climatica e politiche energetiche | Mario Agostinelli

La "riscoperta" dell'idrogeno per far fronte ad un ricorso più esteso alle rinnovabili in sostituzione dei fossili.

| Scritto da Redazione
Idrogeno, fossili, crisi climatica e politiche energetiche | Mario Agostinelli

Idrogeno, fossili, crisi climatica e politiche energetiche | Mario Agostinelli

La "riscoperta" dell'idrogeno per far fronte ad un ricorso più esteso alle rinnovabili in sostituzione dei fossili.

Ritengo ci sia un eccesso di confidenza sull'impiego di questo vettore, che diventerebbe decisivo solo a condizione di un modello energetico opposto a quello nato dalla combustione dei fossili, non più centralizzato e non più innescato su grandi infrastrutture.

La riconversione della centrale a carbone di Civitavecchia, si sta ponendo a livello nazionale come caso emblematico della volontà politica di affrontare l’emergenza climatica non più tatticamente, ma confutando alla radice le convenienze strettamente aziendali dei gruppi che operano nelle filiere dei combustibili fossili. In alto Lazio è in atto un processo di convergenza su una proposta di produzione energetica alternativa al metano, che coinvolge associazioni, sindacati, comitati, gruppi giovanili e rappresentanze politiche locali. La “cifra” di una mobilitazione in continua crescita è data dalla consapevolezza che, dopo la pandemia, occorra ripartire dalla salute, dalla vivibilità e dalla cura del territorio. Per farlo, occorre una cesura con la “vocazione” a cui la città tirrenica è da sempre stata destinata con l’insediamento di centrali termiche di grande potenza in riva al suo mare. Una rottura resa percorribile dalla maturazione della tecnologia delle rinnovabili sostenuta da accumuli di idrogeno verde, al fine di stabilizzare il raggiungimento di una sufficienza (ben oltre l’efficienza!) energetica, laddove le controparti pretendono invece di non modulare il loro modello centralizzato e inquinante e di dilazionare così nel tempo una riconversione ecologica, che la stessa UE sollecita a fare: da subito, non fra 20 anni.

Il binomio [rinnovabili – idrogeno] richiama da vicino gli elementi naturali – sole, vento ed acqua – ed i cicli naturali che regolano la vita sulla terra. E’ chiaro che il passaggio rapido (la parola “transizione” copre troppe ambiguità) ad un sistema locale, basato sulla sufficienza energetica, sostenuto dalla popolazione, dai suoi rappresentanti e, quindi, frutto di un processo democratico, debba garantire sotto ogni profilo una piena compatibilità con la biosfera, un reale contributo al raggiungimento della neutralità climatica, la riqualificazione dell’occupazione, l’integrità e la vivibilità del territorio.

Mario Agostinelli, Alternative per il socialismo, Gennaio 2021

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