Lunedì, 30 novembre 2020 - ore 00.14

III trimestre, le imprese reagiscono ma la seconda ondata renderà ardua la risalita

| Scritto da Redazione
III trimestre, le imprese reagiscono ma la seconda ondata renderà ardua la risalita

“In queste settimane che stiamo trascorrendo nell’occhio del ciclone della seconda ondata di Covid-19, riesce particolarmente difficile commentare i dati relativi all’andamento delle imprese nel III trimestre 2020. Purtroppo, il contesto sta cambiando a una velocità tale che ciò che era vero pochi giorni fa è ora messo in discussione. Se, quindi, le nostre imprese avevano dimostrato negli scorsi mesi nonostante tutto una buona capacità di reazione e di ripresa, oggi siamo nuovamente in balia dell’incertezza. – afferma Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia, a commento dei dati della congiuntura lombarda presentati oggi – Le imprese scontano nuove difficoltà che minano ulteriormente la – parziale – solidità riconquistata: i fronti aperti restano la domanda interna ed esterna, debole e volatile, la mancanza di liquidità e la difficoltà ad adeguarsi ai cambiamenti rapidissimi che i modelli di consumo hanno subito. Non che queste difficoltà arrivino inaspettate. Lo dimostrano le aspettative, negative praticamente su tutti i fronti, espresse dalle imprese già a conclusione dello scorso trimestre. La nostra preoccupazione è data dal sommarsi di questi effetti, per cui temiamo che dopo questa seconda caduta risalire diventi molto arduo anche per chi ci era riuscito, o ci aveva almeno provato, alla fine della prima ondata”.

Il terzo trimestre 2020 registra per le aziende artigiane manifatturiere un rimbalzo congiunturale consistente della produzione (variazione congiunturale destagionalizzata +25,2%) e un’attenuazione della contrazione tendenziale (contenuta al -5,3%).

L’indice della produzione risale a quota 93,8 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), lontano dal livello di riferimento dell’anno base.

A livello settoriale solo i Minerali non metalliferi mostrano un significativo recupero dei livelli produttivi (+2,2% tendenziale). Flessioni limitate si registrano per la Gomma-plastica (-1,6%) e gli Alimentari (-1,8%), mentre diminuzioni tendenziali comprese tra il -3% e il -5% caratterizzano la Siderurgia (-3,6%), la Meccanica (-4,2%) e il Legno-mobilio (-5,2%). Ancora gravi le perdite per Tessile (-7,8%), Carta-stampa (-8,5%), Manifatturiere varie (-9%) e Abbigliamento (-11,7%), fino ad arrivare al crollo registrato dalle Pelli-calzature (-32%).

Il dato medio generale nasconde andamenti disomogenei non solo a livello settoriale ma anche tra le stesse imprese: le aziende che segnalano una forte contrazione produttiva scendono al 46% mentre quelle che indicano incrementi di produzione superiori al 5% salgono al 31% (erano il 17% lo scorso trimestre).

Il fatturato a prezzi correnti cala del -5,5% tendenziale ma l’indice di Unioncamere Lombardia (94,8) si avvicina nuovamente al livello dell’anno base (2010=100) dopo aver toccato il livello minimo storico lo scorso trimestre (76,8).

Gli ordinativi registrano una maggior sofferenza per il mercato interno (-8,1%) e minore per l’estero (-5,1%).

Le aspettative sulla domanda futura rimangono complessivamente negative ma mostrano ancora un leggero miglioramento rispetto allo scorso trimestre, più per il mercato interno che per l’estero. L’avvicinarsi della stagione fredda con la possibilità di nuove restrizioni in seguito alla maggior diffusione dei contagi, hanno portato ad un minore ottimismo degli imprenditori lombardi circa le prospettive di recupero della domanda.

Per le aspettative sulla produzione la cautela degli imprenditori è maggiore e porta ad un incremento del pessimismo.

L’occupazione presenta un saldo negativo (-0,3%) ancora contenuto dato l’irrigidimento generale del mercato del lavoro dovuto ai provvedimenti nazionali, con il tasso d’uscita all’1,8% e il tasso di ingresso all’1,5% entrambi in crescita.

Cala fortemente il ricorso alla CIG con il 32% delle aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione; la quota sul monte ore scende al 4,3%.

Le aspettative sull’occupazione sono ancora in miglioramento, ma in questo caso, la quota di imprenditori che non prevede variazioni di rilievo sale al 83%. Il dato è fortemente influenzato dal blocco dei licenziamenti e dalla possibilità di ricorrere alla CIG, per cui l’impatto effettivo sui livelli occupazionali sta slittando in avanti.

Il focus di questo trimestre si è concentrato su innovazione e digitale, facendo emergere un generale incremento delle imprese che si stanno attrezzando su questo fronte, come commenta Eugenio Massetti: “Parlando di innovazione e digitale, abbiamo di fronte uno scenario fatto di luci e ombre per le imprese artigiane: in particolare chi è meno strutturato mostra, in molti casi, di dover ancora prendere piena consapevolezza di come la digitalizzazione sia ormai una scelta obbligata per continuare a competere. Il percorso verso la trasformazione digitale è per molti solo all’inizio: comunque aumentano negli ultimi tre anni le imprese artigiane che l’hanno intrapreso, con un’ulteriore accelerazione data dall’avvento della pandemia che si stima corrisponda a quanto sarebbe avvenuto in cinque anni in condizioni normali.

Una recente indagine del nostro Osservatorio ha rilevato come una buona parte delle imprese artigiane avesse già effettuato quegli investimenti infrastrutturali più tipici della fase iniziale di questo percorso già prima della pandemia. Ora serve fare un passo in più, investendo sulle tecnologie digitali avanzate in linea con il piano Impresa 4.0. Gli strumenti per farlo non mancano, a partire dagli incentivi disponibili e dalla rete dei Digital Innovation Hub che può fornire una consulenza qualificata per sviluppare i processi di trasformazione digitale delle MPI, cogliendo così le opportunità del piano Impresa 4.0. Resta importante, in questo scenario, continuare ad avere il supporto delle istituzioni e in particolare di Regione Lombardia: anche su stimolo delle Associazioni datoriali, possono essere messe in campo misure adeguate alle esigenze di innovazione anche delle imprese meno strutturate. L’obiettivo è attrezzarsi con tutti gli strumenti utili a ri-posizionarsi su un mercato che sta subendo trasformazioni accelerate: usciremo dalla pandemia diversi, e questo vale in particolare per le imprese del manifatturiero. Cerchiamo di far sì che questa non sia solo una lotta per sopravvivere, ma anche un’opportunità per dare una spinta innovativa alle nostre imprese”.

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