Martedì, 27 ottobre 2020 - ore 12.32

Il Parlamento europeo vota per rafforzare la democrazia negli stati dell’UE

| Scritto da Redazione
Il Parlamento europeo vota per rafforzare la democrazia negli stati dell’UE

Con una risoluzione approvata con 521 voti favorevoli, 152 contrari e 21 astensioni il Parlamento europeo ha chiesto mercoledì un meccanismo dell’UE volto a proteggere e rafforzare la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali. Il testo, il cui relatore è lo slovacco Michal Šimečka (Progresívne Slovensko, gruppo Renew Europe) sottolinea le preoccupazioni dei deputati per “l’ascesa e il radicamento di tendenze autocratiche e illiberali”, ulteriormente aggravate dalla pandemia di COVID-19, nonché dalla “corruzione, dalla disinformazione e dall’appropriazione dello Stato” in diversi Paesi UE. Si afferma inoltre che l’UE non dispone degli strumenti necessari per affrontare una “crisi senza precedenti e crescente dei suoi valori fondanti“. Si sottolinea anche l’incapacità del Consiglio di compiere progressi significativi nelle procedure in corso ai sensi dell’articolo 7, e che ciò sta “consentendo un continuo allontanamento dai valori”.

Per proteggere efficacemente l’ordinamento giuridico dell’Unione europea, i diritti fondamentali dei suoi cittadini e la sua credibilità internazionale dal deterioramento dei valori dell’articolo 2, i deputati propongono uno strumento permanente, basato su fatti comprovati, che si applichi in modo equo, obiettivo e giusto a tutti gli Stati membri nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Il nuovo “Ciclo di monitoraggio annuale” dovrebbe contemplare aspetti preventivi e correttivi, basati su raccomandazioni specifiche per paese, con scadenze e obiettivi legati a misure concrete, tra cui le procedure ai sensi dell’articolo 7, i procedimenti di infrazione e la condizionalità di bilancio (una volta in vigore). La proposta del Parlamento consoliderebbe i meccanismi esistenti, come la recente Relazione sullo Stato di diritto nell’Unione europea.

“La nostra proposta – ha dichiarato il relatore Michal Šimečka – sostituisce e integra diversi strumenti che si sono dimostrati inefficaci, introducendo un unico ciclo di monitoraggio annuale. L’incapacità di affrontare i gravi problemi individuati in questo contesto potrebbe portare a specifiche misure correttive, che sarebbero più efficaci del nostro attuale quadro incoerente, soprattutto una volta che saranno legate alla condizionalità di bilancio. La conclusione di un accordo interistituzionale invierebbe un segnale forte della determinazione dell’UE a proteggere i suoi fondamenti costituzionali”. I deputati attenderanno ora che la Commissione presenti una proposta legislativa sulla base di questa risoluzione.

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