Sabato, 10 aprile 2021 - ore 16.24

In città camminare, bici e trasporti pubblici restano le opzioni di mobilità più ecologiche rispetto agli scooter elettrici o ai viaggi in auto

Nell’Ue aumentano le emissioni dei trasporti, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici

| Scritto da Redazione
In città camminare, bici e trasporti pubblici restano le opzioni di mobilità più ecologiche rispetto agli scooter elettrici o ai viaggi in auto

Il crescente uso di scooter/bici elettrici e servizi di trasporto passeggeri sta trasformando il modo in cui ci spostiamo nei centri urbani, ma secondo il nuovo rapporto “The first and last mile — the key to sustainable urban transport” pubblicato oggi dall’European environment agency (Eea), «andare a piedi e in bicicletta e i trasporti pubblici rimangono il modo migliore per migliorare la mobilità sostenibile nelle città»,

Il rapporto Eea sui trasporti e l’ambiente di quest’anno valuta come le opzioni di trasporto ecologiche e sostenibili, come bici, scooter o altri mezzi di trasporto a breve distanza, possono trasformare i sistemi di mobilità nelle città e anche come servizi innovativi di trasporto urbano e di consegne in città, compreso l’uso di droni per la consegna, possano rendere il trasporto di merci urbano più sostenibile.

L’inizio e la fine dei tragitti brevi sono una parte essenziale del tragitto giornaliero di chi vive in città e l’Eea fa notare che «I servizi di autobus, treni e metropolitana coprono spesso la parte principale dei viaggi da e verso il lavoro, ma le persone devono ancora camminare, guidare o usare un altro modo per raggiungere la stazione o la fermata più vicina. Migliorare i viaggi nel primo miglio, nell’ultimo miglio o di solo miglio ha il potenziale di poter ridurre l’uso dell’auto, riducendo la congestione del traffico, le emissioni e migliorando la qualità dell’aria. Le città possono fare molto per facilitare l’accesso ai sistemi di trasporto pubblico creando attraenti spazi urbani ben collegati alle infrastrutture di trasporto pubblico e rendendo più facili e piacevoli le passeggiate e il ciclismo da e verso gli snodi e le fermate».

E il rapporto evidenzia che spostarsi maggiormente a piedi, in bicicletta e con i trasporti pubblici sarà essenziale se l’Europa vuole davvero raggiungere i suoi obiettivi di sostenibilità a lungo termine e gli obiettivi politici nell’ambito dell’European Green Deal, proposto dalla Commissione europea nel dicembre 2019. Il rapporto avverte che «La digitalizzazione e le mobility apps possono costituire un buon sistema di mobilità urbana ancora migliore, ma non possono compensare dei trasporti pubblici carenti» e «Affinché le opzioni ecologiche abbiano buone possibilità di competere con le automobili, anche i prezzi devono riflettere i danni arrecati alla salute e all’ambiente».

L’Eea ricorda che «Non tutte le opzioni di mobilità sono ugualmente ecologiche. Nell’insieme i trasporti pubblici, andare a piedi e in bicicletta per gli spostamenti brevi in ​​città offrono i maggiori benefici sia per la salute umana che per l’ambiente nelle aree urbane». Anche l’introduzione e la rapida adozione di schemi di sharing basati su app possono anche avere benefici, ma il rapporto ricorda degli studi che dimostrano che «il loro impatto sull’ambiente non è sempre positivo. Soprattutto i sistemi di e-scooter sharing sembrano attrarre utenti che altrimenti avrebbero camminato o utilizzato il trasporto pubblico. Mentre l’uso di e-scooter condivisi genera pochi impatti ambientali diretti, le loro credenziali green possono essere messe in discussione dai sostanziali impatti negativi associati ai loro materiali, alla loro produzione e alla loro frequente raccolta a fini di ricarica». Inoltre, gli studi dimostrano che le app come la Uber o la Lyft dicono di fare di tutto per ridurre le emissioni o gli ingorghi, «in realtà allontanano le persone dai trasporti pubblici».

L’Eea ha presentato anche il briefing “Transport: increasing oil consumption and greenhouse gas emissions hamper EU” dal quale emerge che «L’aumento delle emissioni dei trasporti ostacola i progressi dell’Ue verso gli obiettivi ambientali e climatici».

Il settore dei trasporti continua a fare molto affidamento sui combustibili fossili e in Europa è responsabile di un quarto delle emissioni di gas serra, è anche una fonte significativa di inquinamento atmosferico, soprattutto di particolato (PM) e biossido di azoto (NO2), ed è la principale fonte di rumore ambientale nell’Ue.ùL’Eea traccia la traiettoria a breve e lungo gtermine delle prestazioni ambientali dei trasporti nell’Ue ed evidenzia che «Le emissioni dei trasporti nel 2018 sono state del 29% superiori ai livelli del 1990«, un bel problema, visto che secondo l’European Green Deal europeo, per raggiungere la climate neutrality nell’Ue, le emissioni dei trasporti devono essere ridotte del 90% entro il 2050.

Il briefing Eea fa notare che: Nel 2018, le emissioni medie di biossido di carbonio (CO2) delle nuove autovetture sono aumentate per il secondo anno consecutivo, raggiungendo 120,4 g di CO2 per chilometro. Le auto a benzina stanno sorpassando le auto a gasolio nelle vendite di nuove autovetture, ma il consumo totale di gasolio continua ad aumentare. Nel 2018, le emissioni medie di CO2 dei nuovi furgoni hanno iniziato a seguire una tendenza al rialzo simile. Le emissioni di gas serra prodotte dal trasporto aereo sono aumentate il più rapidamente degli altri modi di trasporto: una media di oltre il 3% ogni anno dal 2013. Le emissioni di gas serra prodotte dallo shipping internazionale sono aumentate del 5% in 2 anni (2015-2017). La quota di energia rinnovabile utilizzata per i trasporti nell’Ue è passata dal 7,4% nel 2017 all’8,1% nel 2018. Questo è ben al di sotto dell’obiettivo dell’Ue del 10% fissato per il 2020. Oltre il 27% dei cittadini europei è esposto a livelli di rumore provocati dai trasporti pari o superiori a 55 decibel (dB), compreso un 15-20% per il solo rumore del traffico stradale.

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