Mercoledì, 14 aprile 2021 - ore 18.15

Infortuni mortali sul lavoro fino al 31 maggio 2011

| Scritto da Redazione
Infortuni mortali sul lavoro fino al 31 maggio 2011

I dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna
Infortuni mortali sul lavoro, la situazione dal 1 gennaio al 31 maggio su tutto il territorio nazionale

Dall’inizio dell’anno ci sono stati 251 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, ma si arriva a contarne 495 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade e in itinere. Sono il 23,2% in più rispetto al 31 maggio del 2010.

Sui luoghi di lavoro erano 193 il 31 maggio 2010.  L’edilizia ha già avuto 74 vittime sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, il 29,4%% sul totale, le morti in edilizia sono dovute soprattutto a cadute dall’alto. L’agricoltura con 70 registra il 27,8 %, gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età schiacciati da trattori senza protezione che si ribaltano travolgendoli. L’industria ha già avuto 25 morti con 9,9%, l’autotrasporto 20 con il 7,9% Gli stranieri morti sono stati 27 con l’10,76% sul totale.

Le regioni in testa a questa triste classifica sono la Lombardia con 31 vittime sui luoghi di lavoro (provincia di Milano 10), la Sicilia 24 (provincia di Catania 5). l’Emilia Romagna 22 (Provincia di Bologna 6), Nonostante la terribile tragedia della Thyssen e dopo un calo costante delle vittime che si registrava da quel tragico evento, anche la provincia di Torino ha già 6 morti in questi primi 5 mesi, e il Piemonte 20, la provincia di Napoli, Brescia e Chieti 6. Roma, Savona e Ragusa 5. Messina 4 vittime. Alcune regioni stanno avendo un andamento pessimo, altre sembrano avere imboccato un trend positivo. All’inizio di aprile avevamo scritto che ci sarebbero state molte morti in edilizia e in agricoltura nel centro-nord, purtroppo le previsioni, supportate dalle analisi del materiale raccolto negli anni passati, hanno confermato quanto avevamo scritto: la situazione è ancora più drammatica di come l’avevamo prospettata. Ci sono in aprile 45 morti sui luoghi di lavoro. In maggio 51 morti. Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono i lavori all’aperto quali l’edilizia, l’agricoltura, la manutenzione stradale, l’autotrasporto ecc…Per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno con la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci un aumento delle vittime per questa tipologia di lavoratori ed è per questo che siamo a segnalarvi un blog di Meteoreologia http://www.prevenzionemeteo.blogspot.com/ che con la nostra collaborazione fa previsioni del tempo mirate alla prevenzione dei gravi infortuni sul lavoro dei lavoratori che operano all’aperto quali agricoltori, edili, autotrasportatori, agenti di commercio. Anche per tutti i lavoratori in itinere. I grafici elaborati col materiale raccolto nel corso di questi 4 anni e le condizioni del tempo danno una situazione abbastanza chiara e attendibile. Il blog oltre le previsioni del tempo segnala quali sono le province più a rischio, situazioni che si verificano in particolari condizioni climatiche. In questo momento quasi tutte le province hanno un rischi abbastanza elevato, ma alcune presentano rischi maggiori e i lavoratori che operano all’aperto in queste province debbono prestare la massima attenzione.

Carlo Soricelli
Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

fonte: http://www.paolonerozzi.it/blog/?p=254

1571 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria

In pensione con i requisiti bloccati sino al 2022

In pensione con i requisiti bloccati sino al 2022

L’Inps interviene sul “blocco” a tutto il 2022 della cosiddetta “speranza di vita” e spiega che l’età si vecchiaia si ferma a 67 anni. Mentre il pensionamento anticipato a favore dei “precoci” resta fissato a 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica. In pensione con i requisiti bloccati sino al 2022 L’Inps interviene sul “blocco” a tutto il 2022 della cosiddetta “speranza di vita” e spiega che l’età si vecchiaia si ferma a 67 anni. Mentre il pensionamento anticipato a favore dei “precoci” resta fissato a 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica.