Stanza anti-aborto: Mori (PD), è incompatibile con la legge e il SSN, sentenza giusta
Dichiarazione di Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche
La sentenza del TAR Piemonte conferma in modo inequivocabile che il rispetto delle donne, della loro autodeterminazione e della legalità devono essere i principi guida in ogni luogo, tanto più all’interno di una struttura sanitaria pubblica. È giusto e doveroso che spazi come la cosiddetta “stanza dell’ascolto”, gestiti da associazioni apertamente contrarie alla legge 194, siano considerati incompatibili con l’ordinamento giuridico e con la missione fondamentale del nostro servizio sanitario pubblico.
Questa decisione ristabilisce una verità elementare: non si possono affidare funzioni di ascolto e sostegno in un ambito così delicato come l’interruzione volontaria di gravidanza a soggetti che, per statuto, negano la legittimità della legge che lo regolamenta. Manca, come ha giustamente rilevato il TAR, ogni verifica di competenza, trasparenza e neutralità.
È tempo di ribadire con forza che tutelare la salute delle donne significa garantire accesso a informazioni corrette, cure sicure e ambienti liberi da ingerenze ideologiche e giudicanti. Il diritto alla privacy, alla scelta consapevole e alla protezione della dignità personale deve essere centrale in ogni percorso di salute.
Questa sentenza, grazie all’attivazione e all’impegno di Senonoraquando e Cgil Torino e Piemonte, restituisce dignità e speranza a alle donne che rivendicano il diritto a decidere del proprio corpo con libertà, sicurezza e rispetto. Continueremo a vigilare e a lavorare per un sistema sanitario pubblico che metta al centro le donne, la salute e la libertà di scelta. E che garantisca piena attuazione alla legge 194, ancora oggi ostacolata da carenze strutturali, obiezione di coscienza diffusa e troppe diseguaglianze territoriali.
Roma, 2 luglio 2025



