Giovedì, 22 agosto 2019 - ore 00.07

Inspiegabile disattenzione dei media su ciò che conta di Benito Fiori (Cremona)

Dal 7al 18 di Novembre si è tenuta a Marrakesh la COP22 (22ª Conferenza delle Parti), la prima dopo l’epocale “Accordo di Parigi” dello scorso anno sul clima.

| Scritto da Redazione
Inspiegabile disattenzione dei media su ciò che conta di Benito Fiori (Cremona)

Il resoconto ricevuto in questi giorni dal Circolo “AmbienteScienze” da una ONG presente ai lavori e confermato da una fonte istituzionale rappresentante l’Italia a quei tavoli, apre spiragli di speranza per la sopravvivenza della nostra specie. La battaglia ingaggiata dai 194 Paesi dell’ONU per rallentare la folla corsa dell’uomo alla “estinzione di massa”, quella che la comunità scientifica comincia a prevedere e che chiama “transizione biotica”, ha fatto dei passi avanti. Le premesse non erano delle migliori, considerato che solo il 4 novembre era stato eletto alla Casa Bianca colui che qualche settimana prima aveva definito il cambiamento climatico un «concetto inventato dai cinesi per impedire all’economia americana di essere competitiva».

In questa COP22, addirittura, non si è parlato di impegno per restare sotto ai 2°C di aumento delle temperature rispetto al 1880, ma, come primario obiettivo, quello di non superare l’1,5°C. Se si considera che gli ultimi dati danno per raggiunti già gli 1,2°C di aumento, la sfida è ciclopica. Alla comunità scientifica il compito di concretizzarla e all’IPCC quello di seguirne il percorso con rapporti informativi a cominciare dal 2018.

Gli Stati “ricchi” hanno riaffermato l'impegno di istituire entro il 2020 il “Green Climate Fund”, con la dotazione annua decisa a Parigi di 100 miliardi di dollari per aiutare i Paesi “poveri” nella lotta al riscaldamento globale.

La Cina ha ribadito, senza incetertezze, la volontà di mantenere tutto ciò che aveva presentato al tavolo di Parigi.

Gli USA hanno redatto un piano di 111 pagine per abbattere entro il 2050 l’80 % delle emissioni registrate nel 2005.

La Germania ha previsto interventi, settore per settore, per eliminare fino al 95% le emissioni di CO2 rispetto al 1990.

Da 47 Paesi del “Terzo mondo”, tra cui  Bangladesh, Etiopia e Haiti, è stato presentato il “Marrakech Vision”, il piano che annuncia lo sforzo comune per aggiornare i piani nazionali sul taglio delle emissioni entro il 2020, anche grazie al totale ricorso alle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica.

Gli amministratori eletti locali e regionali di 114 Paesi hanno chiesto con forza ai “grandi” del mondo di essere integrati nel processo decisionale, consapevoli del ruolo decisivo che spetterà ai “territori”.

Il Circolo “AmbienteScienze”, mentre si unisce alle voci di soddisfazione per il senso di responsabilità mostrato dal consesso mondiale, esprime forti perplessità sullo scarso rilievo dato dalla stampa in generale a così importanti notizie per il futuro dei nostri giovani.

Benito Fiori ( Cremona)

 

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