Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 06.43

Iraq, L’ora dei sadristi

| Scritto da Redazione
Iraq, L’ora dei sadristi

Iraq, L’ora dei sadristi di Anthony Shadid
NAJAF, Iraq — Neanche sette righe scritte a mano in arabo su un piccolo pezzo di carta, con il suo sigillo. Ma sono bastate a chiarire, ieri, che Muqtada al-Sadr, figlio di un venerato ayatollah nonché flagello dell’occupazione americana, aveva nuovamente il controllo di un gruppo che ha iniziato a dar forma all’Iraq mentre gli Stati Uniti si stanno ritirando.
“La mancanza di disciplina di alcuni di voi mentre io svolgevo i miei rituali religiosi mi ha dato fastidio e mi ha ferito me”, ha detto, rimproverando i suoi seguaci per l’accoglienza estatica ricevuta il giorno precedente. “Per favore, siate disciplinati ed evitate di urlare e spingere troppo – cose che danneggiano me, altri, voi, la vostra reputazione, e quella della famiglia Sadr”.
Ovvero, con una traduzione più approssimativa: questo non è più il movimento di un tempo.
Scena dopo scena, ieri, a un giorno di distanza dal ritorno di Sadr dopo oltre tre anni di esilio in Iran, abbondavano i segna...

The New York Times, 6 gennaio 2011

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