Giovedì, 26 novembre 2020 - ore 13.13

ITALIA - PER EVITARE IL LOCKDOWN DOBBIAMO SEPARARCI DAI NOSTRI NONNI?

Sarebbe sufficiente isolare gli ultra-ottantenni per dimezzare o quasi la mortalità diretta del virus. Lo dice uno studio dell'Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale

| Scritto da Redazione
ITALIA - PER EVITARE IL LOCKDOWN DOBBIAMO SEPARARCI DAI NOSTRI NONNI?

La soglia si è abbassata. Il limite di sicurezza è diventato di cinquant’anni.

È la misura su cui si calcola il resto e la conclusione è chiara: «Separare i giovani dagli over 50 per scongiurare un lockdown».

Che il numero sia cinquanta o sessanta, comunque, un numero sempre maggiore di studiosi dice che una via d’uscita potrebbe essere quella di isolare una parte della popolazione: gli anziani.

«Potrebbe essere una soluzione perché i dati di mortalità sono legati all’età e ad alcune patologie anche se in persone più giovani»,

spiega Paolo Bonanni, ordinario d'igiene all’Università di Firenze,

«Queste persone dovrebbero evitare in ogni modo i contatti con gli altri, aiutate per la spesa e le altre necessità esterne».

Se questo però è consiglio dato fin dall’inizio, ora potrebbe diventare un obbligo, o almeno questo consigliano virologi ed esperti.

A partire dai numeri:

su oltre 37 mila morti per Covid, solo 409 avevano meno di 50 anni e solo 19 meno di 30. 

L’82% dei deceduti per Covid ha più di 70 anni e il 94% ne ha più di 60 anni. La maggior parte dei ricoverati per Covid hanno più di cinquant’anni.

Da questi numeri, dall’impossibilità di raggiungere un’immunità della popolazione senza un alto numero di morti e dall’analisi della prospettiva disastrosa di un secondo lockdown dal punto di vista dell’economia nasce la proposta di uno studio dell’Ispi:                                     l’isolamento selettivo delle fasce di popolazione più a rischio.

Secondo lo studio

«sarebbe sufficiente isolare gli ultra-ottantenni per dimezzare o quasi la mortalità diretta del virus. Se poi riuscissimo a isolare efficacemente gli         ultra-sessantenni, la mortalità scenderebbe allo 0,07%, circa dieci volte inferiore, equivalente a 43.000 persone».                                      sarebbe un numero di decessi annui inferiore all’eccesso di mortalità fatto registrare tra marzo e maggio in Italia nel corso della prima ondata, circa 50000persone.

«Anche in uno scenario di diffusa circolazione virale nella popolazione più giovane, si scenderebbe da un eccesso di mortalità diretta per Covid-19 di 460.000 persone senza isolamento, a 120.000 (-74%) se si isolassero gli ultra-settantenni e a 43.000 (-91%) se si isolassero gli ultra-sessantenni».

Un isolamento selettivo allevierebbe molto anche la pressione sul sistema sanitario nazionale. «L’isolamento selettivo non sarebbe, da solo, una soluzione al problema della saturazione degli ospedali. Ma renderebbe ogni livello di contagio notevolmente più sostenibile, perché sia il numero massimo delle persone che necessiterebbero di terapia intensiva, sia la velocità di riempimento dei posti a disposizione sarebbero nettamente inferiori».

L’isolamento degli anziani non è però cosa semplice:

 la maggior parte in Italia vive con persone più giovani e spesso i nonni si occupano dei nipoti.

«Il “contatto zero” non esiste e aumenta la probabilità che i seppur scarsissimi contatti tra la popolazione isolata e quella che può liberamente circolare provochino infezioni all’interno della popolazione isolata».

L’isolamento in altri luoghi comporta rischi come dimostrano i casi delle Rsa. «I Covid-hotel rischierebbero di agire come nuovi luoghi in cui l’infezione possa provocare contagi di massa… Di fronte a queste considerazioni risulta decisamente preferibile un isolamento “diffuso” sul territorio (ciascuno nella propria abitazione) rispetto a uno concentrato».

Gli anziani stessi accetterebbero di restare in isolamento?

Molti non lo farebbero, ma lo studio propone di ribaltare il ragionamento.

«Chi, anziano, decidesse di trasgredire norme e raccomandazioni e di esporsi al rischio di contagio farebbe in quel caso un danno a se e all’intera comunità».

Per gli anziani si presenterebbero però i problemi legati alla depressione e alla mancanza di contatti umani che si è già verificata nel primo periodo di chiusura.

«Se si vuole evitare un nuovo lockdown nazionale oggi, ma soprattutto ulteriori e futuri lockdown in funzione dell’andamento epidemico, è imperativo studiare modalità di “chiusura” differenziate che contemperino la necessità di minimizzare il rischio di morte (e la pressione sul sistema ospedaliero nazionale) e quella di minimizzare l’impatto sull’economia».

 

#Zonacheck 

547 visite
Petizioni online
Sondaggi online

Articoli della stessa categoria