Lunedì, 24 gennaio 2022 - ore 00.39

Jobs Act: Annamaria Furlan (Cisl) Le norme sui licenziamenti correttivi un grave errore

"E' un primo intervento solo parziale. Avremmo voluto un atteggiamento più coraggioso del Governo sulla effettiva abolizione delle forme di precarietà dei giovani".

| Scritto da Redazione
Jobs Act:  Annamaria Furlan (Cisl) Le norme sui licenziamenti correttivi un grave errore

E' quanto sottolinea il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. "E' chiaro che bisognerà leggere attentamente i testi prima di dare un giudizio completo sui provvedimenti del Governo. Ma l'esultanza del Presidente del Consiglio è assolutamente ingiustificata perché con queste norme cambierà poco e niente. Da un lato, si sceglie positivamente di incentivare il contratto a tempo indeterminato, dall'altro si inserisce la norma sui licenziamenti collettivi che sia le commissioni parlamentari, sia il sindacato avevano in più occasioni criticato in maniera dettagliata. E' certamente un fatto importante che si sia lasciato il reintegro per i licenziamenti discriminatori e disciplinari, come aveva chiesto ripetutamente la Cisl in questi mesi. Così come è importante aver cancellato dalle tipologie contrattuali gli associati in partecipazione. Ma per il resto non c'è ancora la svolta che la Cisl auspicava sulla effettiva cancellazione delle altre forme di precarietà selvaggia, sottopagate e senza tutele che sono proliferate in questi anni nel mondo del lavoro".

Una posizione, quella della Cisl, giustificata dal commento del premier: "Oggi è il giorno atteso da anni. Il Jobs act rottama i co.co.co e i co.co.pro vari e scrosta le rendite di posizione dei soliti noti. #lavoltabuona". Questo il tweet del premier Matteo Renzi stamattina, a poche ore dall'inizio del Consiglio dei ministrI

"Il mantenimento delle norme sui licenziamenti collettivi è un grave errore del governo", ha dichiarato anche il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni. "E' un segno di arroganza e di scarsa attenzione nei confronti di coloro che conoscono e rappresentano il mondo del lavoro. D' altronde il premier Renzi va nelle aziende, come nel caso della Fiat, solo quando le cose vanno bene e non sa come si gestiscono le difficoltà occupazionali ed i problemi del lavoro. In ogni caso, siamo certi che attraverso la contrattazione recupereremo e supereremo tutte le castronerie che il governo si appresta a fare sui temi del lavoro".

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si va verso la conferma delle nuove regole sui licenziamenti collettivi. I decreti legislativi sul Jobs Act non hanno subito modifiche sostanziali nel corso del Consiglio dei ministri: mantengono la norma sul demansionamento - riferisce chi ha lavorato al dossier - anche se «è più corretto parlare di rimansionamento». Nessuna modifica alla norma sui licenziamenti collettivi, viene riferito ancora. Mentre per il riordino dei contratti si prospetta un primo giro di tavolo sullo schema di Dlgs di una quindicina di articoli che conterrà anche la modifica dell'articolo 13 dello Statuto dei lavoratori che riguarda le mansioni. Sul pacchetto lavoro, sono queste le novità attese nel Consiglio dei ministri che oggi darà il via libera definitivo ai due Dlgs che istituiscono il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e il nuovo ammortizzatore sociale Naspi. "Dal primo marzo le aziende potranno assumere con le nuove regole", ha annunciato ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Fonte: Cisl

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