Lettera aperta al Sindaco dopo il nubifragio che ha colpito la città a fine agosto | Antonio Sivalli -Cremona
Signor direttore, mi rivolgo al sindaco Andrea Virgilio.
Anche le promesse avrebbero bisogno di manutenzione. Il nubifragio è stato eccezionale. Su questo nessuna ironia:
chi ha subito danni merita rispetto, chi ha lavorato nell’emergenza merita gratitudine.
Nessuno pretende che un sindaco fermi la grandine con un’ordinan za. Ma nemmeno che, passata la grandine, ricominci la pioggia delle belle
parole. «Guardare avanti», «ripensare la città», «costruire il futuro», «avviare un percorso». Leggendo la sua lettera
viene un dubbio: stiamo preparando la ricostruzione o la prefazione al prossimo programma elettorale? Da cittadino, ho la sensazione di ascoltare da tre
mandati lo stesso repertorio.
Cambiano le formule, ma certe domande restanolì: quali interventi, con quali risorse, entro quali scadenze? E chi risponde
quando quelle scadenze saltano? Perchéil futuro è un argomento magnifico: non arriva mai il momento di chiedergli conto del presente. Lei propone una
raccolta fondi per gli alberi.
Bene: il verde va ricostruito e curato. Ma nella lettera vorrei trovare altrettanta concretezza per chi ha una casa danneggiata,
u n’automobile distrutta o un’attività in difficoltà.
Quali aiuti può offrire il Comune? Quali sta chiedendo agli altri enti? A chi deve rivolgersi una famiglia e quanto deve aspettare? La solidarietà
dei cittadini è preziosa. Non può diventare il capitolo di bilancio intitolato: «Intanto pagate voi, poi vi aggiorniamo sul percorso». Poi c’è il convegno sul
clima. Benissimo anche quello, se produce decisioni verificabili.
Ma un convegno dovrebbe finire con un elenco di lavori, responsabili e scadenze. Gli applausi non rendono permeabile un
suolo e una cartellina congressuale, purtroppo, non ripara un tetto.
Quanto alla vicenda del manifesto pro vita, la tentazione satirica è irresistibile: dobbiamo stampare anche i problemi su un
manifesto, per sperare di vederli sparire?
Peccato che una buca, un danno o una richiesta d’aiuto non si risolvano togliendoli dalla vista. Non le chiedo
miracoli.
Le chiedo un rendiconto comprensibile: questo è stato fatto, questo manca, questi sono i soldi disponibili, questa è la data prevista.
E, dove il Comune non può intervenire, lo dica chiaramente, spiegando che cosa
farà per ottenere una risposta.
Cremona merita alberi nuovi, monumenti recuperati e progetti culturali. Merita anche cittadini che non debbano sentirsi comparse nella narrazione della ripartenza. Parlare non basta a governare meglio.
Ma indicare una scadenza e rispettarla sarebbe già un ottimo discors o.
Antonio Sivalli
Cremona



