Lunedì, 09 dicembre 2019 - ore 22.02

La cagnolina e il lupo affamato ed estate ad Oslo.

Due favole di una volta e una poesia di nonna Giuliana per Emma, Bernard e Martin.

| Scritto da Redazione
La cagnolina e il lupo affamato ed estate ad Oslo.

LA CAGNOLINA E IL LUPO affamato ed Estate ad Olso. C’era una volta una cagnolina, che, avvicinandosi il giorno del matrimonio di sua cugina, pregustava i piatti più buoni che la nonna aveva promesso con l’invito ai parenti più cari. E anche la cagnolina invitata si mette in cammino per raggiungere il paese della nonna dove si celebrava il matrimonio. Cammina, cammina, cammina …. lungo la strada incontra il lupo che con voce suadente le dice: “Bella cagnolina dove vai tutta sola nel bosco?” “Vado a mangiare a casa della mia nonna, perché per il matrimonio di mia cugina ha preparato i marubini cun i trii broot e po’ el puré inturnu a le fete de cudeghiin…”

Al lupo è venuta l’acquolina in bocca e cominciò a pensare a quanto deve essere buona da mangiare una coscetta di quella incauta cagnolina. Ma lei, furbetta, ha capito le intenzioni del lupo e gli dice così: “So che cosa stai pensando, ma ascolta me, lasciami mangiare quello che mi ha preparato la nonna, così sarò un po’ più grassottella e saporita”. “Giusto, Hai ragione, ma permettimi di accompagnarti fin sotto casa della nonna, così saprò dove trovarti.” E si incamminarono insieme.

Giunti alla casa, la cagnolina entra e richiude subito la porta alle spalle, Sale a perdifiato le scale e racconta tutto alla nonna, che bella tranquilla con un sorrisino misterioso, mette sul fornello un’altra pentola bella grossa con abbondante acqua e chiede alla nipotina: “Vai nel cortile e portami su le pietre più grosse che trovi”. Ma c’è il lupo!” Fa notare preoccupata la cagnolina. “Il lupo è fuori dalla porta giù in strada e la mia porta è bella robusta e un lupo come quello non riuscirà mai ad abbatterla”. Quando finalmente l’acqua bolle, la nonna mette in pentola le pesanti pietre. Una volta calde al punto giusto, si affaccia alla finestra e chiama il lupo. “Lupo, hai fame?”  “Sì, e tanta anche!” “Allora mettiti sotto la finestra, staa atenti a metite ben in mira, a buca veerta, che te straboechi la piitanza drita drita ‘ndela paansa”. Il lupo, con tutta la sua fame, si apposta sotto la finestra, badando di essere nella posizione giusta per ricevere quel ben di Dio. Spalanca più che può la sua gran bocca e.. splash.. dalla finestra arriva giù un pentolone di acqua bollente con le relative pietre roventi che gli bruciano stomaco e pancia.

Racconto della nonna bis Barbara.

LA STORIA DEL BRUCO E DELLA FARFALLA. Un piccolo bruco, camminava verso una grande montagna. Lungo la strada incontrò una coccinella che gli chiese: “Dove vai?” Il bruco rispose: “Ieri ho fatto un sogno nel quale mi trovavo sulla cima di una montagna e da lì potevo vedere tutta la valle. Oggi voglio realizzare il mio sogno.” Sorpresa la coccinella gli disse: “Devi essere pazzo! Tu sei solo un piccolo bruco. Per te un sassolino sarà una montagna, una pozzanghera sarà un mare e ogni cespuglio sarà una barriera impossibile da oltrepassare”. Ma il piccolo bruco era già lontano e non la sentì. Incontrò poi un coniglio: “Dove vai con tanto sforzo?” Il piccolo bruco rispose:” “Ieri ho fatto un sogno nel quale mi trovavo sulla cima di una montagna e da lì potevo vedere tutta la valle. Mi è piaciuto quello che ho visto e oggi voglio realizzare il mio sogno.” Il coniglio si mise a ridere e disse: “Nemmeno io con le mie forti zampe e con i miei grandi salti affronterei un’impresa così difficile” E ridendo rimase ad osservare il piccolo bruco mentre procedeva sulla sua strada. La sessa cosa accadde con la rana, la talpa e il topo. Tutti gli consigliarono di fermarsi, dicendo: “Non arriverai mai!” Ma il piccolo bruco, determinato e coraggioso continuò a camminare. Stremato e senza forze, ad un tratto decise di fermarsi a riposare. Con un ultimo sforzo si preparò un posto per dormire quella notte. “Così mi sentirò meglio” disse il piccolo bruco. Ma morì. Per giorni, gli animali si avvicinarono a vedere i suoi resti. Lì c’era l’animale più pazzo del mondo, lì c’era l’ultimo rifugio di un piccolo bruco, morto per aver inseguito un sogno. All’improvviso, però, quel bocciolo grigiastro si ruppe. Comparvero due occhioni, due antenne e due bellissime ali dai colori stupendi. Era una farfalla! Gli animali restarono senza parole, meravigliati da quella stupenda creatura che, in un istante, prese il volo e raggiunse la cima della montagna. Il sogno del bruco, diventato farfalla, si realizzò. Il sogno per il quale aveva vissuto, per il quale aveva lottato, era finalmente diventato realtà.

ESTATE A OSLO

Aleggiano misteriose fiabe

Nei borbottii dei bimbi.

Colori forti, tinte tenui e soavi

Lievitano dolci nell’aria di fine giugno.

Alberi come angeli custodi,

sogni resi gnomi,

piscinetta come specchio.

Fantasie di marmellate e miele,

di nutella e di sole,

disegnate su volti rosei e sereni.

Stupori mai omologati, sinceri,

incautamente magici

riflessi su bolle di sapone.

(ispirato da Martin)

Nonna Giuliana

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