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La Costituzione va attuata di Gian Carlo Corada (Presidente Anpi Cremona)

È un potente strumento politico nelle mani dei cittadini per cambiare in meglio la società presente.

| Scritto da Redazione
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La Costituzione va attuata di Gian Carlo Corada (Presidente  Anpi Cremona)

È un potente strumento politico nelle mani dei cittadini per cambiare in meglio la società presente.

Domani ricorre l’anniversario del Referendum che, il 2 giugno del 1946, portò il popolo italiano a decidere tra Monarchia e Repubblica e ad eleggere una Assemblea Costituente.

Gli elettori scelsero in maggioranza la Repubblica e votarono per quei partiti che poi hanno segnato la storia politica del nostro Paese. L’As s emblea varò una Costituzione, approvata a stragrande maggioranza (al di là delle profonde divergenze politiche che pure vi erano), Costituzione che entrò in vigore il 1° gennaio del 1948 e che, con poche modifiche, è ancora l’attuale. Il 2 giugno è quindi festa della Repubblica e della Costituzion

E’ bene sottolinearlo, perché se la scelta repubblicana è raramente messa in discussione, la Costituzione è invece spesso criticata o, più frequentemente, ignorata, anche se a parole quasi tutti dichiarano di apprezzarla.

Nei casi migliori viene ridotta a pura veste formale, ad involucro di norme cui attenersi per garantire un sistema di democrazia rappresentativa. Si dimentica il carattere profondamente innovativo e straordinariamente attuale della nostra Costituzione. Vorrei, brevemente, richiamarne le caratteristiche di fondo. Anzitutto va ricordato che la Costituzione non nasce così, come un fungo, dal nulla o quasi. Ha radici profonde. Ha origini remote e recenti.

Quelle remote risalgono, oltre l’immediato precedente dello Statuto Albertino, all’Illuminismo francese e al Risorgimento italiano. La Costituzione della Repubblica Romana del 1849 l’ha ispirata direttamente. Hanno fatto sentire la loro influenza, poi, la tradizione marxista e quella del cattolicesimo sociale. Vi sono, infine, influenze più recenti: l’antifascismo e la Resistenza.

La Costituzione è, cioè, il frutto della convergenza di diverse tradizioni politiche e ideali antifasciste, unite nella lotta di Liberazione contro la dittatura e l’occupazione straniera. Per questo è stata votata dalla stragrande maggioranza dei componenti l’Assemblea Costituente, anche dopo la rottura politica fra sinistre, centro e destre liberali in Italia e la divisione del mondo in blocchi contrapposti. I Costituenti hanno accentuato, quasi sempre in accordo, i valori sociali e comunitari, garantendo l’iniz iat iv a privata ma subordinandola al bene pubblico.

I valori della solidarietà sociale, l’idea di un bene comune, nelle Costituzioni precedenti erano solo ‘in nu ce’; ora diventano pilastri fondamentali. La nostra Costituzione presenta, inoltre, un’altra caratteristica importante. Dice giustamente Piero Calamandrei, fine costituzionalista e integerrimo uomo politico, che in ogni Costituzione vi è una polemica contro il passato recente. Nella nostra è chiara la polemica contro il Fascismo, ‘contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte le libertà, che oggi sono elencate, riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute: quindi polemica, nella parte dei diritti d e l l’uomo e del cittadino, contro il passato ’. Vi è, però, nella nostra Costituzione, nota sempre Calamandrei, pure una polemica contro la società presente. Spesso lo si dimentica o lo si sottovaluta. La Costituzione è anche una critica al potere costituito. La Costituzione riconosce e, per così dire, istituzionalizza l’impegno al cambiamento. L’articolo 3 recita: ‘È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana’. E Calamandrei chiosa: ‘Riconosce, con questo, che questi ostacoli oggi ci sono, di fatto, e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la Costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo, contro l’ordinamento sociale  attuale, che bisogna modificare, attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la Costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani’. L’idea che la società così com’è, con le sue strutture e le sue ingiustizie, non è data per natura, non è immodificabile; questa idea, presente in tutti i movimenti progressisti del passato, viene riaffermata dalla Resistenza. E passa nella Costituzione, che ‘in parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere’... ‘non è una Costituzione immobile... È una Costituzione che apre le vie verso l’av v enir e’. La Costituzione non è quindi solo un documento storico, una ‘Car t a’da rispettare. È un potente strumento politico nelle mani dei cittadini per cambiare in meglio la società presente.

Purché lo vogliano.

GIAN CARLO CORADA

Cremona 1 giugno 2018

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