Giovedì, 28 ottobre 2021 - ore 03.33

Le Acli Cremonesi sul prossimo Referendum Costituzionale

La Costituzione è di tutti e tutti i cittadini hanno il dovere di conoscerla, rispettarla e promuoverne concretamente i principi. Ne segue, che le modifiche alla Costituzione devono essere conosciute e approfondite da ciascuno e in momenti di confronto pubblico al fine di suscitare una larga partecipazione popolare al voto referendario.

| Scritto da Redazione
Le Acli Cremonesi sul prossimo Referendum Costituzionale

Per questo le Acli di Cremona, da alcuni mesi, organizzano nei loro Circoli una serie di dibattiti sulle ragioni del sì e del no e si avvalgono anche del contributo di esperti per approfondire alcune questioni sollevate dalla loro base associativa.

Il pluralismo e la libertà di pensiero sono valori fondamentali per tutti. I cattolici italiani in particolare, sanno quanto la costruzione di un’Italia indipendente, unita, democratica, sia stata faticosa e quanto sia importante per la convivenza civile stabilire regole di funzionamento delle istituzioni il più possibile condivise. Il rispetto delle diverse posizioni nelle Acli passa attraverso il confronto aperto e la coscienza di credenti impegnati a fare discernimento a partire dall’attenzione del Magistero sociale al bene comune e alla causa dei poveri che reclamano diritti e dignità. E non ultimo, a partire dal concetto di potere, politica e partecipazione delineato dalla Laudato Si’.

Sui temi rilevanti e complessi del Referendum, in cui si intrecciano aspetti tecnici e aspetti politici, riteniamo che l’ambito principale di giudizio e di scelta debba essere necessariamente la coscienza personale nella sua libertà, pur in presenza di direttive o orientamenti esterni. Così come, sentendoci impegnati a far crescere partecipazione e cittadinanza attiva, la nostra attenzione va piuttosto alla rigenerazione etica e civile della società italiana che non al solo tema dell’efficacia del comando. Mettere in equilibrio questi aspetti è compito dei legislatori; ma la società civile tutta e le comunità cristiane sono chiamate ad essere lievito ideale, culturale, progettuale e non soltanto ad esprimersi nel momento finale della ratifica di un si o di un no. Come ci chiede papa Francesco, non dobbiamo rassegnarci alla globalizzazione dell’indifferenza. La via dell’ecologia integrale, della centralità della persona e non del mercato, della critica radicale al paradigma globale della tecnocrazia, richiede politiche coerenti e coraggiose. Adesso e non domani. Il dialogo, il pluralismo, il pensiero lungo sono le fucine per far crescere speranze e proposte concrete di cambiamento. Al contrario, l’unilateralismo e il decisionismo dall’alto dividono e deresponsabilizzano.

Coscienza, cultura e conoscenza dovrebbero camminare di pari passo. Ma per mantenere viva la nostra comune umanità e tenere unita la nostra comunità -che è comunità di destino- ci soccorra anche, se non soprattutto, la preghiera umile di chi si impegna ma non conta solo sulle sue forze.

Crediamo che il Referendum, qualunque sia l’esito, debba diventare l'occasione per poi mettere di fronte alle proprie responsabilità la politica e le istituzioni affinchè sappiano attuare al meglio i principi contenuti nella prima parte della Costituzione, e lo facciano attraverso procedure parlamentari improntate a trasparenza, efficacia e sostenibilità. Al di là della vittoria del si o del no, è questo il cambiamento vero di cui il paese ha bisogno e che va affrontato senza paura.

La Presidenza provinciale Acli  Cremona

Cremona, 8 settembre 2016

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