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Le svolte dell'umanità | Benito Fiori (Cremona)

In altre parole, lo sconvolgente passaggio della storia del pianeta ad opera dell’attività umana.

| Scritto da Redazione
Le svolte dell'umanità | Benito Fiori (Cremona)

Le svolte dell'umanità | Benito Fiori (Cremona)

Quest’anno, 2025, si è giustamente celebrato, forse anche con una insufficiente solennità, l’80° anniversario della fine della seconda guerra mondiale e, con essa, dell’interramento di due tra i peggiori regimi del XX secolo: il fascismo e il nazismo.

Nel 2026, fra qualche mese, si dovrebbero ricordare i 250 anni delle tre “svolte” della storia umana che stanno portando all’agonia il pianeta Terra, la nostra “Casa comune”. “Svolte”, quali conseguenze della folle presunzione della specie umana, sedicente “sapiens”, di potere ignorare e riscrivere le leggi della Natura. Follia che già 25 anni fa aveva autorizzato il Premio Nobel Paul Crutzen di annunciarne la dimensione epocale: fine dell’era geologica dell’Olocene e inizio di una nuova, quella dell’Antropocene. In altre parole, lo sconvolgente passaggio della storia del pianeta ad opera dell’attività umana.

Una fine per certi versi prevista nel 1972 dal libro “The limits to growth” (9 milioni di copie vendute) di quattro giovani ricercatori americani del Mit di Boston (tre sono ancora viventi) voluto da un grande italiano per lo più misconosciuto, Aurelio Peccei.

Ecco le tre “svolte”. 1776, finalmente nella storia umana la fonte energetica ottenuta dal "lavoro" muscolare umano e animale veniva sostituita da un movimento meccanico. Per la prima volta i mantici dei forni della fonderia scozzese di John Wilkinson, grazie alla “macchina di James Watt”, sollevavano l’uomo dalla fatica fisica, moltiplicando al contempo la produttività dell’azienda. Si apriva così la “prima era industriale” e,, conseguentemente, l’età della “società dei consumi”.

9 Marzo 1776: viene pubblicato "La ricchezza delle nazioni" di Adam Smith, opera considerata fondante la moderna scienza economica caratterizzata dall’assoluta libertà delle iniziative individuali.

4 Luglio 1776: approvazione della “Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America”, testo notoriamente con valenza costituzionale per i cittadini americani dove il “benessere” è presentato come un obiettivo da realizzarsi attraverso il successo e l’arricchimento perché diritto inalienabile donato dal “Creatore”. In una discutibile commistione tra fini religiosi e aspirazioni decisamente terrene, si tratta infatti di una condizione di vita da raggiungersi soprattutto grazie al possesso di beni materiali, quindi con il danaro divenuto un “fine” e non un “mezzo per vivere”. Interpretazione peraltro scolpita dalla scritta “In God we trust” (“Confidiamo in Dio”) sin dal 1956 addirittura su ogni dollaro.

Benito Fiori (Cremona)

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