Giovedì, 25 giugno 2026 - ore 00.59

L'ennesimo voltafaccia di Salini di G. Torchio

| Scritto da Redazione
L'ennesimo voltafaccia di Salini di G. Torchio

Tra il dire e il fare, c'è di mezzo l'acqua. Se poi l'acqua è "salina", smette di essere potabile.
Incredibile: a poche ore di distanza, la Giunta ribalta il tavolo e prosegue con la privatizzazione dell'acqua.

Il Consiglio provinciale, il 21 dicembre, ha affermato solennemente e unanimemente che l'attuale progetto dell'ATO sul servizio idrico non va bene: partendo da alcune premesse sostanziali, ha dunque impegnato la Giunta
a riprendere il dialogo con i Sindaci, per andare nella rinnovata direzione di un servizio idrico pubblico e in house. Si tratta di un documento presentato ufficialmente dal gruppo della Lega Nord, preciso e lapidario, che nella sua chiarezza adamantina non si presta a libere interpretazioni.

Il documento, assumendo come valore il risultato del referendum di giugno, recita testualmente: "Si ribadisce il proprio sì alla gestione pubblica, preferendo la gestione in house (società a capitale pubblico controllata dal
pubblico) alla partecipazione dei privati o delle multinazionali europee e vuole altresì garantire ai cittadini una gestione efficiente dei servizi, economica e di qualità".

Il presidente Salini, che ha abbandonato l'aula al momento della votazione, forse stava già preparando l'incredibile delibera del 22 dicembre. In essa, la Giunta ha palesemente ignorato il testo approvato dal Consiglio, a poche
ore di distanza, esprimendo "parere preventivo favorevole in ordine alla proposta di aggiornamento del Piano d'ambito ed alla proposta di definizione del modello gestionale (ovvero privatizzazione, già respinta per due volte
consecutive dall'Assemblea dei Sindaci, ndr) presentato dall'Ufficio d'Ambito della Provincia di Cremona". La Giunta non può coprirsi le vergogne con una semplice riapertura di una discussione coi Sindaci, quando respinge
le loro decisioni confermate in due assemblee consecutive e fa carta straccia della stessa votazione del Consiglio Provinciale.

La questione non si limita più all'acqua, ma diventa una questione fondamentale di democrazia. Il "caro leader" ignora il Consiglio, fugge dalle sue responsabilità, sbeffeggia i Sindaci proponendosi di incontrarli non per concordare un progetto con loro ma per "spiegare" le sue decisioni, spargendo al popolo il messaggio della "verità" che solo lui custodisce.
Avanguardia di questa azione è uno stuolo di consulenti - casualmente legati alla multinazionale Suez e allo studio Sciumé e associati - che presentano esclusivamente il modello della privatizzazione, ormai sostenuto soltanto da
loro, ritenendo che gli altri modelli siano peccaminosi e condannino alle fiamme dell'inferno.

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