Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 05.46

M5S: il Pd respinge le nostre proposte di inasprimento pene per i bracconieri del Po

Il bracconaggio oltre a essere un inaccettabile crimine contro gli animali è anche un potenziale pericolo per il mercato regolare e per la salute dei cittadini, che nel cremonese, così come in tutte le zone attraversate dal Po è particolarmente grave.

| Scritto da Redazione
M5S: il Pd respinge le nostre proposte di inasprimento pene per i bracconieri del Po

Come hanno evidenziato le associazioni di categoria di recente, le ultime inchieste hanno rilevato che attualmente i pescatori di frodo attivi sul Po sarebbero circa 150, organizzati in almeno 8 gruppi che si spartiscono il corso del fiume con ruoli ben precisi. Si stima che mediamente ogni gruppo sia in grado di smerciare due carichi a settimana da 20 quintali ciascuno di pescato che in gran parte finisce sui mercati dell’Est. Per non parlare dei danni provocati alla fauna ittica, ai fondali del fiume a causa dei sistemi di pesca illegali — km di reti e uso di corrente elettrica — e del rischio per la salute dei consumatori. È già stato accertato in più di un caso che il pesce è finito sui banchi italiani.

Il M5S è intervenuto su questo tema a livello parlamentare, nell’ambito del provvedimento cosiddetto “collegato agricoltura” appena approvato alla Camera, facendo nostre le posizioni di queste associazioni che però sono state respinte dalla maggioranza di Governo. Avevamo proposto pene più severe per chi compie attività di bracconaggio nelle acque interne, arresto fino a 3 anni e ammenda fino a 15.000 euro, allargandole anche ad altri comportamenti che i predoni delle nostre acque pongono in essere oltre all'utilizzo della corrente elettrica o di sostanze tossiche, che comportano in ugual misura danni ingenti al nostro territorio.

La sanzione penale per chi utilizza strumenti della pesca professionale oltre ai limiti consentiti non è passata. In questo modo sarà lasciata una vera e propria scappatoia e area di impunità ai predoni che continueranno a farla franca poiché la sanzione amministrativa non sarà un deterrente sufficiente, e, soprattutto, non fermerà i bracconieri stranieri, che sono la maggior parte e che in Italia anche grazie a una legislazione inefficace e a controlli insufficienti hanno trovato una vera e propria miniera d'oro.

Avevamo inoltre proposto che venisse inserita nella norma la sanzione per chi trasporta pesce vivo nei laghetti interni per farci business ma anche questa proposta è stata rigettata dal Governo. La nostra presenza e la nostra insistenza ha comunque portato a un piccolo passo avanti nella disciplina e di questo prendiamo atto, ma non basta.

Il PD ed il Governo hanno bocciato le nostre proposte, avanzate dalle associazioni di pesca sportiva, dalla FIPSAS e anche dalle forze dell'ordine che si occupano di questo tema. Si è persa ancora una volta una grossa occasione, in questo caso per mettere la parola fine al bracconaggio e alla distruzione dei nostri habitat. Lotteremo affinché al Senato si possano correggere queste gravi lacune, e trovare anche le risorse per garantire un controllo sul territorio che oggi, per colpa di questo Governo, è venuto meno.

Danilo Toninelli Deputato MoVimento 5 Stelle, Lucia Lanfredi Consigliere Comunale Cremona MoVimento 5 Stelle,Monica Susy Foti Consigliere Comunale Viadana MoVimento 5 Stelle, Alessandro Teveri Consigliere Comunale Viadana MoVimento 5 Stelle, Luca Daolio per il gruppo di Casalmaggiore MoVimento 5 Stelle

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