Giovedì, 18 ottobre 2018 - ore 21.42

MDV Cremona Celebra ANTONIO DE TORRES. LO STRADIVARI DELLA CHITARRA MODERNA

15 settembre 2017 - 14 gennaio 2018 IL MUSEO DEL VIOLINO CELEBRA CON UNA MOSTRA L’INVENTORE DELLA CHITARRA MODERNA Una mostra per celebrare l’inventore della chitarra moderna: è l’omaggio del Museo del Violino di Cremona ad Antonio De Torres, a 200 anni dalla sua nascita.

| Scritto da Redazione
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“Antonio de Torres. Lo Stradivari della chitarra moderna”, in programma al Museo del Violino dal 15 settembre 2017 al 14 gennaio 2018, ripercorre sia la storia del celebre liutaio, sia l’evoluzione della chitarra dall’epoca barocca al periodo moderno.

 Nato ad Almería nel 1817, Torres è stato un artista capace di assimilare la tradizione per proiettarla in un nuovo e più moderno concetto di costruzione, creando strumenti spesso diversi, sperimentando forme, legni e misure differenti, ma perseguendo sempre la stessa idea di suono.

 In questa mostra otto strumenti, tra i più significativi della sua produzione, mostrano il suo genio, le relazioni con i maestri del passato e le innovazioni che determineranno l’evoluzione della chitarra nel futuro. Realizzate in un arco temporale di circa trent’anni, dal 1867 al 1890, le otto chitarre esposte al Museo del Violino ripercorrono le innovazioni introdotte da Torres nelle proporzioni della cassa armonica, nella catenatura a raggiera, nello spessore della tavola armonica e nell’impiego di materiali diversi per la costruzione di fasce e fondo: addirittura, Torres arriva a sperimentare una chitarra in papier-mâché, attualmente conservata al Museu de la Música a Barcellona, della quale è esposta una copia in mostra.

 Antonio de Torres diede vita a uno strumento assai diverso dai precedenti e, per certi versi, rivoluzionario. Prima di lui, in Spagna la chitarra godeva di una forte identità grazie alle sue antiche origini, alla lunga tradizione musicale e a una ricca cerchia di grandi costruttori. Su queste basi, Torres sviluppò la sua idea di chitarra moderna, aumentandone le dimensioni e variandone le caratteristiche strutturali e costruttive, giungendo così alla definizione di un suono molto particolare - il suono Torres - decisamente più potente e profondo, caratterizzato da una straordinaria emissione di frequenze - dalla più grave alla più acuta – e da una tavolozza timbrica ricchissima. Queste peculiarità svilupparono, già alla fine dell’800, un’idea di chitarra simile a una piccola orchestra e quindi capace di rappresentare molti strumenti che la compongono.

 Su questo affascinante nuovo strumento, si formò quella generazione di chitarristi-compositori che traghettò la chitarra dal mondo ottocentesco verso una nuova sensibilità musicale: Julián Arcas, Antonio e Federico Cano, Francisco Tárrega e Miguel Llobet, avendo intuito il grande potenziale sonoro degli strumenti di Torres, furono tra i primi ad utilizzarli, destando lo stupore e la grande ammirazione del pubblico dei più importanti salotti dell’alta borghesia spagnola.

 Gli strumenti realizzati da Torres dialogano idealmente con la chitarra Sabionari 1679 di Stradivari: custodita al Museo del Violino, è una tra le cinque chitarre barocche di Antonio Stradivari arrivate a noi ed è l’unica in condizioni di essere suonata. Caratteristica dello strumento è un manico particolarmente lungo per l’epoca, con un diapason di 74 cm, che permette l’impiego di corde di budello più sottili, ottenendo così un suono più brillante e ricco di armoniche. La chitarra deve il suo nome a Giovanni Sabionari di Ferrara che la acquistò direttamente dai discendenti della famiglia Stradivari nella seconda metà del ’700. All’inizio dell’800, così come altre chitarre di Stradivari, venne trasformata a sei corde per adattarla alla nuova tecnica esecutiva. Un recente restauro le ha restituito la configurazione barocca a cinque corde doppie e il suono originale, rivelandolo per la prima volta al pubblico contemporaneo.

Nelle collezioni del Museo del Violino sono conservati numerosi cimeli stradivariani per la costruzione di chitarre: tra gli altri, un modello in cartoncino per manico e tastiera di chitarra con notazione autografa del figlio di Antonio, Omobono, un modello in cartoncino per la tavola armonica di chitarra e sei modelli in legno di diverse essenze e carta per il taglio della paletta, senza dimenticare il manico con paletta originale datata 1675, probabilmente proveniente da un sesto strumento oggi perduto.

 Nelle Stanze per la musica al Museo Civico Ala Ponzone, infine, la chitarra Antonio de Torres SE 59 - Sevilla 1884 è esposta accanto agli strumenti della collezione di Carlo Alberto Carutti, in un ideale giro di orizzonte fra i maggiori costruttori europei.

 Come scrive Domingo Prat, “Antonio Torres fu uno spirito rivoluzionario e pertanto innovatore, che si preoccupò costantemente di creare, riuscendovi, la chitarra-archetipo”.

 “Antonio de Torres. Lo Stradivari della chitarra moderna” dal 15 settembre 2017 al 14 gennaio 2018

 Museo del Violino, piazza Marconi 5, Cremona www.museodelviolino.org  - email: info@museodelviolino.org

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