Giovedì, 02 luglio 2020 - ore 16.27

Milano.Canale Navigabile,100 anni di polemiche

| Scritto da Redazione
Milano.Canale Navigabile,100 anni di polemiche

Canale Navigabile, cento anni di polemiche
Adesso perde anche acqua e allaga i campi
Una "falla" nell'unico tratto esistente del Canale Navigabile Cremona-Milano
sta allagando i campi fra Crotta d'Adda e Pizzighettone. L'Aipo (L'autorità
di Bacino per il Po) stima una perdita di almeno 80 litri al secondo e un
costo di 6 milioni di euro per rendere impermeabile l'invaso che per adesso
serve a una chiatta che una volta al giorno porta materiale di scarto verso
una discarica di inerti.
"Oltre ai problemi sul tratto sospeso - spiega Andrea Ragazzini, funzionario
dell'area ambiente della Coldiretti di Cremona - lungo gli argini abbiamo
trovato delle falle laterali create dalle nutrie che scavano le loro tane
lungo il percorso. I campi sono sempre allagati e gli agricoltori, tre
grosse aziende che coltivano mais e allevano vacche da latte (Donzelli di
Crotta, Parmigiani e Soffiantini di Pizzighettone, ndr.) non sanno più come
fare".
"Se va avanti così quei terreni più che campi di mais sembreranno delle
risaie o delle paludi" commenta la Coldiretti di Cremona, che invita a non
lasciare passare altro tempo per intervenire su un'opera controversa che fa
discutere dal 1911 quando l'Azienda Portuale di Milano ne iniziò la
costruzione che si interruppe nel 1922 a Pizzighettone, dove si trova adesso
esattamente un secolo dopo.
Nel frattempo ci sono state due guerre mondiali, la ricostruzione, il boom
degli anni Sessanta, la crisi dei Settanta, l'esplosione del debito
pubblico, l'attacco alle Torri Gemelle di New York e anche  la seconda più
grave crisi economica mondiale che si ricordi dal 1929 a oggi. Durante tutto
questo tempo il progetto del Canale Navigabile è rimasto nel limbo mentre i
costi stimati sono lievitati e oggi sarebbe necessario spendere almeno un
miliardo di euro (intanto non si sa se ci siano i 6 milioni necessari a
tappare i buchi del tratto esistente, ndr).
La Coldiretti delle tre province coinvolte, Milano, Lodi e Cremona ha sempre
criticato il maxi progetto perché non utile oltre che devastante dal punto
di vista agricolo, idrogeologico e ambientale. "Una preoccupazione - afferma
la Coldiretti Lombardia - confermata anche da quello che sta succedendo oggi
con l'unico tratto realizzato".
A marzo dell'anno scorso sembrava che la Regione Lombardia avesse stanziato
i fondi necessari per "tappare la falla", ma a novembre è arrivata la doccia
fredda: quei soldi servivano da un'altra parte e la delibera è stata
ritirata.
"Stiamo seguendo la cosa due anni, la situazione più critica è nel tratto
pensile  del Canale, quello sospeso rispetto al piano di campagna: le
infiltrazioni dal fondo attraversano la falda che si alza e inzuppa la terra
come una spugna - spiega la Coldiretti di Cremona - abbiamo contattato tutti
e messo in mezzo anche i nostri avvocati per assistere le aziende e ci
aspettiamo delle risposte".
L'ingegner Angelo Ferrari, direttore dell'Ufficio di Gestione della
Navigazione in Lombardia conferma che: le perdite esistono nel tratto
compreso fra la conca di Acquanegra fin dopo la località Belvedere, che ha
già in mano il progetto per impermeabilizzare l'invaso ma per adesso non ci
sono i soldi per intervenire: "Dobbiamo anche verificare che il problema sia
solo quello e stiamo organizzando un vertice con tutte le realtà coinvolte
per fare il punto della situazione".

(10/01/2011)
Fabio Bonaccorso comunicazione.lombardia@coldiretti.it 347/0599454


 

 

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